Anglotedesco

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giovedì 20 novembre 2014

La balla che i contribuenti tedeschi hanno salvato il Sud Europa




La Germania è in una posizione particolarmente precaria perchè affida a soli quattro settori,auto, macchinari,apparecchi elettronici e prodotti chimici,oltre la metà delle sue esportazioni.
Il costo dell'elettricità è piu che raddoppiata dal 2000,e un aumento del genere rappresenta una minaccia immediata per i settori che hanno bisogno di molta energia come la chimica.Grazie alla rivoluzione del gas di scisto,le imprese degli Usa pagano l'elettricità quasi tre volte meno dei loro concorrenti tedeschi,secondo uno studio del colossio dell'ingegneria e dell'eletronica Siemens.In piu il governo tedesco sta pensando di rinunciare all'energia nucleare e di sostituirla con energie rinnovabili piu costose.
Per crescere e avere successo l'economia tedesca dovrà adattarsi.Purtroppo,spesso oggi è sclerotizzata.La forte regolamentazione dei mercati limita la concorrenza e favorisce le aziende consolidate rispetto ai nuovi operatori,e gli interessi dei produttori rispetto a quelli dei consumatori.La riforma del lavoro di Schroeder ha contribuito a creare posti di lavoro non qualificati e a reinserire sul mercato i disoccupati di lungo corso,ma non ha reso piu flessibile il mercato del lavoro tedesco.E la situazione non sta migliorando:secondo l'Ocse,dal 2007 la Germania ha introdotto meno riforme per favorire la crescita di qualsiasi altro paese avanzato.
La conseguenza è che l'economia tedesca è diventata rigida e stagnante.E' efficace nel tagliare i costi, ma non sa cambiare rotta.Grazie ai suoi surplus la Germania è diventata il maggiore creditore netto d'Europa.Nel 2000 il suo patrimonio all'estero era a malapena in attivo.Alla fine del 2013 la posizione patrimoniale netta verso l'estero ammontava a ben 1.300 miliardi di euro,quasi come quella della Cina.
Nell'attuale crisi del debito,la condizione di creditrice netta dà alla Germania un forte peso negoziare.Ma i suoi prestiti all'estero sono stati spesso investiti male.Negli anni dell'espansione finanziaria le grandi banche private tedesche, come la Deutsche Bank e la Commerzbank,e gli istituti di credito pubblici dei land hanno riversato enormi somme sui mutui subprime americani di dubbia provenienza,hanno alimentato bolle immobiliari in Spagna e Irlanda,finanziato il boom dei consumi in Portogallo e hanno concesso prestiti in maniera scriteriata al governo greco,che nel frattempo è diventato insolvente.Contratriamente alla leggenda secondo cui i contribuenti tedeschi avrebbero salvato l'Europa  meridionale, i loro prestiti ai governi dei paesi mediterranei hanno salvato sopratutto le banche tedesche e gli investitori che avevano indirizzato male i loro risparmi negli anni precedenti alla crisi.
Secondo uno studio dell'istituto tedesco per la ricerca economica (Diw),tra il 2006 e il 2012 la Germania ha perso 600 miliardi di euro,pari al 22% del pil,in attività finanziarie all'estero quando si scoprirà che i debitori non potranno pagare o non pagheranno,eventualità resa piu probabile dal rifiuto di Berlino di contribuire alla crescita europea,la sua colossale esposizione verso l'estero porterà a enormi perdite.
I tanto decantati surplus tedeschi delle partite correnti ,quindi sono il sintomo di un'economia malata,non di un'economia forte.La stagnazione dei salari gonfia i profitti delle imprese mentre una spesa asfittica,un settore terziario ingessato e le difficoltà delle startup deprimono gli investimenti,con il risultato che i risparmi vengono sperperati all'estero.


SECONDA PARTE DELL'ARTICOLO "NON INVIDIATE LA GERMANIA" (di Philippe Legrain su Prospect)

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