Anglotedesco

Anglotedesco

Secondo voi chi fa piu danni all'Italia Draghi o Berlusconi?

venerdì 28 novembre 2014

MAFIA NERA




Manifestazione contro gli stranieri e mai contro la mafia nonostante nelle loro città facciano molto piu danni degli immigrati...

da L'ESPRESSO-Colloquio con Franco Roberti di Paolo Biondani

Roma capitale:anche per la mafia.Una nuova mafia che uccide,ma solo quando è necessario.Ha una smisurata forza economica.Complici eccellenti tra imprenditori e professionisti.Usa la corruzione per comprare politici e pubblici funzionari.E stringe rapporti con terroristi mai pentiti della destra eversiva,cresciuti all'ombra di storiche  protezioni garantite da pezzi dei servizi segreti e da altri settori dello Stato,compresa qualche divisa o toga sporca.
A lanciare l'allarme sulla criminalità nera che soffoca Roma è il procuratore nazionale antimafia,Franco Roberti.Magistrato dal 1975, ha lavorato in Campania,Toscana e Lazio firmando indagini fondamentali contro la camorra.Dall'agosto 2013 guida la Dna,l'organismo centrale che coordina tutte le inchieste antimafia.Roberti è "turbato" dalle intimidazioni subite dal giornalista de "l'Espresso" Lirio Abbate. E in questa intervista disegna per la prima volta un quadro completo "nei limiti in cui si può,anzi si deve farlo senza danneggiare le indagini in corso" sull'avanzata mafiosa "a Roma e in altre province del Lazio".

PROCURATORE ROBERTI,PARTIAMO DAI NEGAZIONISTI,C'E' CHI RIPETE DA ANNI CHE A ROMA LA MAFIA NON ESISTE.

"E' un'affermazione assurda.Tutte le organizzazioni mafiose sono radicate a Roma da almeno trent'anni.Non si tratta di infiltrazioni esterne;hanno fortissimi interessi e precisi personaggi di riferimento.Capi, complici,riciclatori.C'è un radicamento,una stratificazione che ha origini lontane.A Roma viveva  un boss di Cosa nostra del calibro di Pippo Calò.Il clan Bardellino è cresciuto nel Basso Lazio ed è arrivato fino alla capitale.A Roma c'erano i cutoliani e ora abbiamo trovato i casalesi.La 'ndrangheta c'è sempre stata,dai De Stefano ai Mammoliti e tanti altri.E le nuove indagini portano ogni anno a sequestri e confische per centinaia di milioni".

CI INDICA QUALCHE CASO ESEMPLARE DI RADICAMENTO MAFIOSO A ROMA?

"Per la mafia di oggi,basta citare il Cafè de paris,un luogo di valore simbolico sequestrato al clan Alvaro della 'ndrangheta.Per il passato,ricordo l'omicidio di Enzo Casillo,ucciso a Roma nel 1983 con una bomba sotto l'auto:era il lungotenente di Raffaele Cutolo,girava con documenti falsi forniti da quegli stessi pezzi di servizi segreti che trattarono con la camorra per liberare Ciro Cirillo,il politico democristiano rapito dalle Br.Oggi sembra un archetipo:la prima grande trattativa Stato mafia".

NEI MESI SCORSI LA CAPITALE E LA COSTA LAZIALE SONO STATE INSANGUINATE DA TROPPI OMICIDI.C'E' UNA GUERRA DI MAFIA?

"Una volta gli omicidi a Roma venivano liquidati come "regolamenti di conti".E non si parlava mai di mafia,solo di "mala".Oggi non parlerei di guerra,anche perchè molte indagini sono in corso.Ma alcuni omicidi sembrano  avere una finalità strategica piu ampia".

E' IL CASO DELL'ASSASSINIO DI SILVIO FANELLA,IL TESORIERE DI GENNARO MOKBEL,L'EX NEOFASCISTA  CONDANNATO PER IL MAXI-RICICLAGGIO DEL CASO FASTWEB?

"Dico solo che mi riferisco ad alcuni omicidi.E ad altri episodi inquietanti".

IL NOSTRO COLLEGA LIRIO ABBATE,CHE VIVE SOTTO TUTELA DA QUANDO LAVORAVA A PALERMO,CONTINUA A SUBIRE INTIMIDAZIONI A ROMA:SULLO SPERONAMENTO DELL'AUTO DI SCORTA SU CUI VIAGGIAVA,POCHI GIORNI FA, LE INDAGINI SONO SOLO AGLI INIZI,MA GIA' IN OTTOBRE DUE SCONOSCIUTI HANNO LASCIATO UN'AUTO RUBATA CON PALLOTTOLE E  MINACCE A SUO NOME DAVANTI ALL'INGRESSO DELLA REDAZIONE.

"Leonardo Sciascia diceva che i mafiosi odiano i magistrati e i giornalisti perchè ricordano.Lirio Abbate ha memoria storica:conosce nomi,date, fatti e sa collegarli al presente.Per questo è visto come un pericolo dalla mafia romana".

ABBATE E' STATO NEL MIRINO PURE DELLA 'NDRANGHETA,MA CERTE INTIMIDAZIONI SONO INIZIATE QUANDO "L'ESPRESSO" HA PUBBLICATO I SUOI SCOOP SUL "RE DI ROMA" E SUI "FASCIOMAFIOSI":BOSS,RICICLATORI,TRAFFICANTI DI DROGA ED EX TERRORISTI DI DESTRA.A ROMA C'E UNA MAFIA NERA?

"Il legame tra mafia e terrorismo nero va avanti da decenni.Per la strage del rapido 904 è stato condannato un boss di Cosa nostra e a custodire l'esplosivo era un neofascista.Quell'intreccio fu scoperto dal procuratore Vigna con un'istruttoria pioneristica.Le nuove indagini stanno soltanto rendendo piu visibile,finalmente,lo stesso tipo di intreccio".

Nessun commento:

Posta un commento