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domenica 16 novembre 2014

Non invidiate la Germania (di Philippe Legrain su Prospect)



Articolo lungo e molto preciso,è probabile che la seconda parte la pubblichi domenica prossima.Devo dire che ogni giorno leggo italiani che in Germania si lavora molto meglio che in Italia e per un lavoratore c'è molto piu rispetto,certo, esclusi quelli dei mini-job.
Non c'è' altro da aggiungere,buona lettura.

Articolo di Philippe Legrain su Prospect.Traduzione:l'Internazionale

Nel 1999,quando l'euro fu introdotto nei mercati finanziari,la Germania era "il malato d'Europa".L'economia ristagnava sotto il peso delle tasse e dell'eccessiva regolamentazione,mentre quattro milioni di tedeschi erano senza lavoro.Nei primi anni del nuovo millennio il paese arrancava,superato dal dinamismo e dalla crescita del Regno Unito e dell'Europa meridionale.Le cose sono cambiate dopo la crisi finanziaria del 2008.Mentre quasi tutto l'occidente era stato messo in ginocchio da roboanti ma fragili operazioni finanziarie,tedeschi,famosi per la loro solida e stabile ingegneria industriale,sembravano improvvisamente al sicuro.Mentre gli altri paesi avevano costruito castelli di carta e debiti,la Germania aveva oculatamente risparmiato.Mentre il resto d'Europa sembrava impreparato alla nuova sfida con la Cina,le esportazioni tedesche nel paese asiatico  prosperavano.Mentre la disoccupazione raggiungeva tassi record in tutto il vecchio continente,in Germania diminuiva,fino a scendere sotto i livelli precedenti alla crisi.In una fase di esplosione della spesa pubblica,il governo tedesco è riuscito perfino a raggiungere il pareggio di bilancio.
Nel 2010,quando nell'eurozona si è diffuso il panico,la Germania era considerata il porto piu sicuro:gli investitori erano disposti addirittura a pagare il governo affinchè accettasse i loro fondi.Ma questa visione della Germania come prima della classe nell'economia mondiale è infondata.L'economia tedesca non va particolarmente bene,e tanto meno può essere un modello per gli altri.Le banche non scoppiano di salute,la crescita della produttività è modesta e gli investimenti sono inadeguati.Tenendo conto dell'inflazione,l'anno scorso i tedeschi hanno guadagnato meno che nel 1999.In pratica il paese ristagna da 14 anni.In termini di Pil pro capite corretto per il potere d'acquisto,la Germania è un pò piu ricca del Regno Unito,ma meno di altre dodici economie avanzate,tra cui Australia,Austria,Canada,Paesi Bassi ,Svezia,Svizzera e Stati Uniti.
Rispetto a sei anni fa la Germania è cresciuta solo del 3,6%,mentre la Svizzera e la Svezia sono cresciute entrambe piu del 7%.Perfino gli Usa,che sono stati l'epicentro della crisi finanziaria,hanno avuto una crescita piu o meno della stessa percentuale.
Se si osserva la situazione piu da lontano,la prospettiva cambia.Dal 2000 la Germania ha inseguito la crescita,piu che guidarla,e fino al 2013 il Pil tedesco è aumentato del 15%,appena l'1,1% all'anno.Nella stessa misura della Francia,ma molto meno degli spericolati Regno Unito (21%) e Usa (25%),e perfino dei pigri paesi latini (19%) e degli irresponsabili irlandesi (30%).Tra i 18 paesi dell'eurozona la Germania è al tredicesimo posto in termini di crescita.
Una crescita economica sostenuta nasce da una combinazione di investimenti produttivi e aumento della produttività,e sotto entrambi gli aspetti la Germania lascia a desiderare.Dal 2000 al 2013 gli investimenti sono calati dal 22,3 al 17% del pil.Nel Regno Unito sono stati circa ancora piu bassi,ma la Germania è dietro paesi come la Francia,la Spagna e anche l'Italia.Particolarmente modesti sono stati gli investimenti pubblici:appena l'1,6% del pil nel 2013,meno di Italia e Regno Unito (2%) e molto meno di Francia e Svezia (3,3%).Dopo anni di abbandono,le infrastrutture tedesche si stanno deteriorando.Come osserva Sebastian Dullien ,del centro studi European council on foreign relations, "i ponti autostradali sono così malridotti che i camion che trasportano carichi pesanti spesso devono deviare per strade secondarie,mentre la rete dei trasporti su acqua è ancora quella di un secolo fa".Nel marzo del 2013 il canale di Kiel,un'arteria fondamentale per il commercia,è stato dichiarato temporaneamente inagibile perchè due chiuse erano in pessime condizioni.Nonostante questo, nell'ultima finanziaria la cancelliera Merkel ha tagliato ulteriormente gli investimenti pubblici.
Cosa ancora piu grave,la Germania è rimasta indietro nella formazione professionale.Il paese spende appena il 5,7% del pil in istruzione e formazione,meno della Francia e di molti altri paesi,compresi il Regno Unito.
Se all'estero i suoi contratti di apprendistato sono molto ammirati,i giovani tedeschi sono decisamente meno entusiasti;il numero dei nuovi apprendisti è scesdo ai livelli minimi dalla riunificazione del 1990 e molti posti disponibili restano vuoti.Per giunta,neanche un quarto della forza lavoro tedesca ha un titolo di studio universitario:la situazione è peggiore che in diversi paesi europei,tra cui Francia,Spagna e Regno Unito.Tra i giovani ci sono meno laureati in Germania (29%) che in Grecia (34%)."Il paese non è stato in grado di investire nel suo sistema universitario pubblico",osserva Adam Posen,presidente del Peterson institute for international economics,un centro studi statunitense.Il primo ateneo tedesco nella graduatoria di Times Higher Education è l'Università Ludwig Maximillian di Monaco,al 46esimo post.Anche le startup sono bloccate.In Germania avviare un'impresa è piu difficile che in Russia o in Senegal,secondo la classifica Doing business della Banca mondiale.Tutte le principali aziende tedesche sono vecchie e tradizionali;non esiste una Google tedesca.Non è un caso che 50.000 imprenditori tedeschi siano emigrati nella Silicon valley.

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