Anglotedesco

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domenica 23 novembre 2014

Una nuova moneta fiscale per battere la crisi



Tutti i giorni se ne sente una nuova,il bello è che in questo paese ci si arrabbia sempre quando la frittata è fatta.Trovatemi uno di questi economisti che era contrario all'euro quando l'Italia decise di entrarci,lo stesso Salvini che oggi s'inventa qualsiasi cosa,dovrebbe ricordare che Bossi voleva la Padania nell'eurozona.
Quella della moneta complentare è una buffonata per farsi pubblicità .Voi pensate che l'Europa sarebbe d'accordo? Non sono ammesse monete alternative all'euro e poi ricordiamoci che ci sono degli impegni da rispettare, bisogna ridurre il debito ,non sforare i parametri di Masstricht altrimenti rischi delle sanzioni.

da LA REPUBBLICA del 22 novembre 2014-articolo di Luisa Grion

Uscire dalla crisi creando una "moneta complementare" all'euro.Una moneta "fiscale" che cittadini e aziende riceveranno gratuitamente e con la quale-dopo due anni-potranno pagare tasse,multe,ticket sanitari,importi di vario genere da versare a beneficio dello Stato.O che potranno scontare in banca tradformandola in euro da spendere subito.E' un'idea,di piu un manifesto su Micromega,un appello che un gruppo di economisti (Biagio Bossone,Marco Cattaneo,Luciano Gallino,Enrico Grazzini,Stefano Sylos Labini) sta lanciando a tutte le forze politiche e sociali con l'obiettivo di trovare una via d'uscita dalla palude economica.Il progetto parte da un presupposto per sopravvivere va recuperata un pò di sovranità monetaria.Senza aspettare che i falchi europei prolunghino l'agonia dell'economia italiana, ma anche senza uscire dall'euro e subire le conseguenze che una scelta del genere implicherebbe.La via di mezzo c'è ,assicurano  i promotori del manifesto,è si chiama Ccf, certificati di credito fiscale.La proposta è questa rilanciare la domanda attraverso un'emissione gratuita (da 100 miliardi),da parte dello Stato di Ccf ad uno differito.Tali certificati sarebbero distribuiti sia ai lavoratori,pensionati e disoccupati finanziano nei confronti della pubblica amministrazione.Chi vorrà potrà scontarli in barca e,con una piccola riduzione di valore calcolata su tassi analoghi a quello dei Bot a due anni,tramutarli in euro sonanti."E' in quei due anni di utilizzo fiscale differito che il Paese potrà giocarsi la scommessa "spiega l'economista Stefano Sylos Labini."L'immissione di questi certificati sul mercato, grazie all'effetto moltiplicare del reddito,farà si che il calo di entrate pubbliche legate allo sconto fiscale sarà a due anni dalla loro distribuzione, piu che compensato dall'aumento dei ricavi fiscali prodotti dal recupero del Pil".Sembrerebbe l'uovo di Colombo:in realtà il progetto si basa su un esperimento già effettuato con successo nella Germania degli anni Trenta e su accurati studi economici che calcolano la rilevanza dell'effetto moltiplicatore."Non è una provocazione, è un'alternativa praticabile" dicono i promotori dei Ccf.Resta da capire come potrà reagire la Bce ad una proposta del genere:"L'adozione dei certificati rappresenterebbe un messaggio politico forte,ammette Sylos Labini,ma la Banca centrale non avrebbe rilievi tecnici cui appellarsi.Il Ccf è una "quasi moneta": lo Stato non stamperebbe euro, ma eserciterebbe la sua sovranità in campo fiscale.Nè si potrà eccepire un aumento del debito:non ci sarà raccolta di soldi.Se l'Italia emetterà Ccf non chiederà nulla nè alla Ue,nè alla Bce.Punterà su se stessa".

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