Anglotedesco

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mercoledì 3 dicembre 2014

A marzo l'Italia sarà messa sotto procedura



Tra le molte (brutte) pagelle che l'Italia sta ricevendo in questi giorni, una è passata quasi inosservata.Mentre la valutazione della legge di stabilità,che presenta "rischi di non conformità" con le regole europee,è rinviata a marzo, restiamo sotto osservazione per "rischi macroeconomici eccessivi".Già l'anno scorso eravamo stati indicati,insieme con la Slovenia,come il Paese che presenta i più gravi squilibri del sistema economico.Il giudizio viene confezionato quest'anno,oltre che per l'Italia e la Slovenia,anche per la Croazia.E un nuovo esame,a scadenza ravvicinata, verrà condotto all'inizio del 2015.Sottovalutare questo giudizio è un errore.E' vero che la procedura per squilibri macroeconomici è meno stringente di quella per debito e deficit eccessivi.Ma anch'essa può portare ad una messa in mora del governo e,se non si pone rimedio alle carenze che vengono indicate,alla lunga si rischia comunque di incorrere in una serie di possibili sanzioni.I punti critici rilevati da Bruxelles sono sostanzialmente tre:il debito eccessivo,la disoccupazione troppo alta e una progressiva perdita di competitività che si traduce in una riduzione delle quote di mercato per i prodotti italiani.Il debito,come si sa,continua ad essere il vero tallone d'Achille dell'Italia.Ed è comunque possibile,se non probabile,che già a marzo il Paese venga messo sotto procedura per non essere riuscito a ridurlo nella misura che aveva indicato.Secondo le ultime stime della Commissione,nel 2015 dovremmo raggiungere il massimo storico del 133,1% del pil con un aumento dell'1,5% rispetto all'anno precedente,mentre il governo si era impegnato ad una diminuzione di 1,6 punti percentuali.
Per quanto riguarda il mercato del lavoro, il rapporto di Bruxelles si concentra non solo sulle cifre della disoccupazione,comunque preoccupanti,ma sul fatto che "il tasso di attività è il più basso della Ue".In altre parole,se anche il numero di persone che cercano un lavoro resta più o meno nella media europea,la percentuale di italiani che non svolge nessun tipo di attività produttiva è di gran lunga superiore alla media comunitaria.
Ma il dato forse più preoccupante è quello che riguarda il deterioramento della nostra competitività.Il rapporto della Commissione sottolinea come nel 2014 l'Italia abbia fatto registrare un surplus commerciale in crescita.Ma spiega che questo è dovuto sostanzialmente alla contrazione dei consumi e quindi delle importazioni,mentre "la perdita di quote di mercato continua ad essere elevata".

ANDREA BONANNI-Repubblica affari e finanza del 1 dicembre 2014

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