Anglotedesco

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venerdì 19 dicembre 2014

Dopo anni di crescita,l'Argentina rischia una nuova bancarotta



La stessa cosa che succederebbe all l'Italia se uscisse dall'euro in maniera scriteriata come vogliono Salvini e Grillo.

JEAN-BAPTISTE MOUTTET,MEDIAPART-Traduzione l'INTERNAZIONALE

"Patria o avvoltoi":è la frase scritta in bianco e celeste,i colori dell'Argentina ,su un muro scrostrato di Buenos Aires.Forse si riferisce ai cosidetti fondi avvoltoio:fondi che comprano quote di debito dei paesi economicamente depressi, per incassare gli interessi altissimi.Juana Canteros,59 anni, alza le spalle e risponde: "si parla molto dei fondi avvoltoio,ma la realtà è quella che viviamo qui".Con la mano indica il grande ingresso dell'assessorato per il rafforzamento familiare della città autonoma di Buenos Aires.
L'ufficio è pieno di gente e Canteros è infastidita  dal fatto che gli impiegati trattano male  la gente in difficoltà."Io non ho una casa e senza casa non posso trovare lavoro.
Secondo i dati resi pubblici dall'Ong Medicinis du monde nel 2012 a Buenos Aires piu di 16.000 persone vivevano per la strada.
Nell'agosto del 2013 la corte d'appello di New York ha condannato l'Argentina a rimborsare titoli di stato per 1,3 miliardi di dollari ai fondi statunitensi Nml Capital e Aurelius Management.Il 16 giugno di quest'anno la corte suprema statunitense ha respinto il ricorso del governo argentino,che si opponeva al rimborso totale del debito.Da mesi nel paese si parla solo del rischio di un nuovo default.In totale il debito che Buenos Aires deve rimborsare potrebbe ammontare a 120 miliardi di dollari (95,6 miliardi  di euro):una cifra che significherebbe la bancarotta del paese.
I cosidetti fondi avvoltoio sono solo la ciliegina sulla torta della crisi argentina sulla torta della crisi argentina:gli anni della crescita economica sono finiti e la recessione è sotto gli occhi di tutti.Tra il 2003 e il 2011 il paese poteva vantare una crescita media del 7,5%.Ma nel 2012 c'è stato un brusco rallentamento,con un tasso di crescita dello 0,9%.Nel 2013 la ripresa è stata del 3%,ma per il 2014 la Banca mondiale non ha previsto miglioramenti.
Quando raccontano le loro difficoltà gli abitanti di Buenos Aires,parlano sempre dell'inflazione.I dati sono discordanti:secondo l'Istituto nazionale di statistica e censo (INDEC) ,il governo ha già annunciato un'inflazione del 20% per il periodo da gennaio  a settembre del 2015.Invece l'indice Congreso, citato dai parlamentari dell'opposizione,ha previsto un'inflazione del 27%.
"L'altro giorno sono andata a fare la spesa e ho pagato 8 pesos un litro di latte.Quando sono tornata nel negozio di alimentari, pochi giorni dopo ,il latte costava 10 pesos",spiega Blanca Bajo,44 anni.
"Appena i prezzi sembrano bassi,corro al supermercato e faccio scorte".Come ogni giorno,Blanca e la sua famiglia mangiano in questo centro di quartiere,gestito da un'associazione che offre pasti gratruiti.Due grandi tavoli,con tovaglie di plastica a fiori e un centinaio di coperti, accolgono gli abitanti della villa miseria (il quartiere povero) della parte meridionale di Buenos Aires.L'associazione fornisce piu di  trecento pasti al giorno.

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