Anglotedesco

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mercoledì 17 dicembre 2014

Gioele Magaldi commenta il testo di Paolo Barnard (1 parte)



Un libro interessante che consiglio come regalo di Natale.Pubblico in due parti un capitolo dove Magaldi commenta il PIU GRANDE CRIMINE di Paolo Barnard,quello "normale" e non patetico degli ultimi giorni dove sul suo sito sta pubblicando foto oscene che farebbe meglio mandarle a qualche sito porno amatoriale.


da MASSONI-Gioele Magaldi (Chiarelettere)

Tornando all'altro contributo che abbiamo citato per approfondire l'analisi di quell'importante manifesto ideologico che fu (ed è tuttora) il libello The Crisis of Democracy ,questo ci offre l'occasione di puntualizzare una volta per tutte una serie di questioni affrontate con troppa superficialità da studiosi culturalmente impreparati o distratti, così come da politici grossolani e da organi mediatici tecnicamente inadeguati o in mala fede.Lo stile di Barnard è impressionistico,ridondante ed eccessivamente apocalittico ma, al netto anche di svariate omissioni e imprecisioni,mantiene intatta una sua vitale efficacia nel fotografare per sommi capi uno straordinario passaggio storico verificatosi tra gli anni Sessanta e Settanta.
Anzitutto barnard,al pari di tutti coloro che,da non addetti ai lavori e da profani si siano cimentati nell'analizzare dal di dentro il back office,la sostanza del Potere-cade in errore per quanto riguarda le periodizzazioni.Il processo che egli crede sia iniziato nell'agosto del 1971 e si sia poi perfezionato a fine maggio del 1975,inizia addirittura nel biennio 1967-1968,periodo nel quale le principali Ur-Lodges del circuito neoaristocratico sovranazionale danno vita a una nuova e rampante superloggia:la "Three Eyes" o "Three Architects".
Il 31 maggio 1975,all'assemblea plenaria della Trilateral Commission a Kyoto,in Giappone,non arrivò a sentenza proprio un bel niente.Infatti,da una parte,gli agenti sovranazionali del conglomerato massonico conservatore erano in azione già dal 1967 per stabilizzare o destabilizzare (a seconda delle opportunità) in funzione del loro progetto di involuzione oligarchica dell'Occidente e di prosecuzione nella gestione elitaria di territori extraoccidentali.Dall'altra,la discussione ufficiale e poi la pubblicazione in più lingue del documento The Crisis of Democracy avevano più che altro una finalità propagandistica ,mirata a raccogliere il consenso dei moderati dell'establishment latomistico internazionale,nel tentativo di isolarne contestualmente le anime progressiste e più fieramente democratiche.
Quando poi Barnard scrive che "l'imputato si chiamava Sinistra"e fa coincidere questo schieramento politico (assunto in termini così generici) con "diritti",cioè democrazia partecipativa dei cittadini comuni,cioè pace,tolleranza,interessecollettivo,amore libero e libero pensiero,cioè un mondo migliore per ogni uomo e ogni donna di questo pianeta,cioè il mondo che avremmo voluto avere e che oggi non abbiamo",dimostra una certa grossolanità ermeneutico-politologica.
In effetti,alla fine degli anni Sessanta e agli inizi dei Settanta esiste nell'area euroatlantica diversi tipi di sinistre.Alcune di esse,spontaneamente o anche,in seguito,grazie all'infiltrazione di doppiogiochisti vari che soffiarono sul fuoco della radicalizzazione ideologica e anche della lotta armata,,traevano ispirazione dalla Grande rivoluzione culturale maoista,dai miti del comunismo guerrigliero "alla Che Guevara",dal desiderio di rinverdire e rigenerare la tradizione marxista-leninista:insomma,da tutta una serie di istanze non solo anticapitalistiche,ma anche antidemocratiche e palesamente illiberali.
Istanze che,a ben vedere,avrebbero condotto l'Occidente,se esse fossero state coltivate e accolte in modo maggioritario del sentimento popolare,in luogo di essere soltanto espressione di alcune minoranze,per di più manipolate e subornate paradossalmente proprio da agenti dei circuiti massonici oligarchici,a una involuzione in senso elitario (come accadde per le èlite bolsceviche guidate dal massone elitario Lenin,le quali si sostituirono senza colpo ferire all'aristocrazia zarista) anche peggiore di quella progettata con più prudenza dai liberi muratori della "Three Eyes" insieme ai confratelli delle altre superlogge reazionarie.
Esisteva poi un sentimento popolare progressiva assai più diffuso,democratico e meno estremista,trasversale anche rispetto a diversi partiti politici,il quale si richiamava all'ideologia della New Frontier di John Fitzgerald Kennedy e della Great Society di Lybdon Johnson.Purtroppo, questo secondo e assai più promettente progressismo di natura libertaria,democratica e socialisteggiante era rimasto orfano di Martin Luther King e di Robert Francis Kennedy.Era stato orbato di due grandi personaggi  che avrebbero potuto essere portavoci nel mondo di una simile nuova sinistra,nè antisistema né anticapitalista,ma piuttosto orientata a declinare in modo compiuto e radicale il principio della sovranità popolare,della giustizia sociale,del pluralismo etico e culturale,della laicità dello Stato, della libertà dal bisogno di matrice rooseveltiana,dell'universalismo dei diritti umani per tutti e per ciascuno.

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