Anglotedesco

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lunedì 1 dicembre 2014

Petrolio.Problemi in vista per gli Usa



Ne ho pubblicato un pezzo ma questo articolo merita di essere letto tutto (penultimo numero de L'INTERNAZIONALE).
La combinazione tra maggiore produzione e diminuzione della domanda di petrolio da parte di Cina ed Europa  ha portato il prezzo di un barile di greggio a 85 dollari,il livello piu basso degli ultimi 4 anni.
Grazie alla diffusione di una tecnica di estrazione criticata dagli ambientalisti, gli Usa priducono il 65% di petrolio in piu rispetto a 5 anni fa.Questo aumento ha contribuito a creare un eccesso di offerta a livello globale e ha permesso a Washington di importare 3,1 milioni di barili al giorno in meno rispetto al 2003.Oggi i prezzi sono inferiori a quelli su cui molti esportatori di petrolio hanno costruito i loro bilanci.Se i prezzi resteranno bassi molti governi cominceranno a sentirne gli effetti sulle loro politiche macroeconomiche.Dal 2010 il Brent (una qualità di greggio usata come standart per gli scambi internazionali) si era attestato su una media di 103 dollari al barile.Un periodo prolungato con prezzi intorno agli 80 dollari avrebbe un forte impatto in tutto il mondo e da molti punti di vista.Il calo dei prezzi non è una cattiva notizia per tutti.

Heicke Butcher -De Zeit

Una nuova crisi petrolifera minaccia gli Stati Uniti.Ma a differenza degli anni settanta,il pericolo arriva dal calo del prezzo del greggio.Questo vale sopratutto per le aziende che estraggono il petrolio dagli strati rocciosi piu profondi,ma anche per le banche di Wall street che hanno prestato soldi a queste compagnie.Il fracking è una tecnica  piu complicata e piu cara dell'estrazione classica,e dalla fine di giugno il prezzo del petrolio è sceso del 25%.Se scenderà ancora,il fracking non sarà piu conveniente.Questo potrebbe frenare lo sfruttamento di nuovi giacimenti e provocare un crollo della produzione,che l'economia statunitense sopporterebbe a fatica.Una delle cause principali dell'improvvisa diminuzione del prezzo del petrolio è la disponibilità di greggio a buon mercato dall'Arabia Saudita.Per sfidare la nuova concorrenza made in Usa,il piu grande   esportatore mondiale di petrolio ha abbassato
i prezzi delle sue esportazioni negli Stati Uniti.
Negli ultimi sei anni la produzione americana di greggio è cresciuta del 70%,raggiungendo quasi i nove milioni di barili al giorno.Allo stesso tempo le importazioni dai dodici paesi del cartello petrolifero dell'Opec,di cui fa parte anche l'Arabia Saudita,si sono quasi dimezzate.Così mentre in Europa l'economia ristagna e la Cina  cresce al ritmo piu lento degli ultimi cinque anni,grazie al fracking e allo stallo dei salari nel terzo trimestre di quest'anno l'economia statunitense è cresciuta del 3,5%.
Ma sul lungo periodo la guerra dei prezzi con i sauditi rischia di colpire l'economia di Washington in uno dei suoi punti deboli.Molte piccole e medie imprese hanno alimentato la crescita con i generosi aiuti di Wall Street gli operatori finanziari e gli investitori hanno sostenuto il boom del fracking con i cosidetti titoli spazzatura  di aziende molto indebitate e ad alto rischio di fallimento.Grazie al credito facile,fino a poco tempo fa molte compagnie potevano permettersi di spendere piu di quanto guadagnassero nel 2013,in base a un'analisi della Barclays,37 aziende petrolifere considerate ad alto rischio spendevano circa 2,11 dollari per ogni dollaro guadagnato.

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