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martedì 30 dicembre 2014

Solo tante menzogne sulla ripresa della Grecia



Per curiosità, vorrei che vincesse Tsipras . Guardiamo se c'è una svolta non solo in Grecia ma anche in Europa...


da IL MANIFESTO del 30 dicembre 2014-Intervista a Yanis Varoufakis (economista di Tsipras) di Thomas Fazi

"Sulla ripresa greca,penso che sia una perversa distorsione della realtà.La Grecia è in piena Grande Depressione.Sono sette anni che i redditi e gli investimenti nel paese sono in caduta libera;questo ha determinato una vera e propria crisi umanitaria.E adesso, sulla base di un trimestre di crescita del Pil reale,sono tutti lì a festeggiare la fine della recessione!Ma se si guardano attentamente i numeri,ci si rende conto che siamo ancora in recessione,anche in base ai dati ufficiali.La spiegazione è piuttosto semplice:nello stesso periodo in cui il Pil reale è cresciuto dello 0,7%,i prezzi sono caduti in media dell'1,9%.Per chi non lo sapesse,il pil reale equivale al pil nominale (ossia calcolato in euro) diviso per l'indice dei prezzi (il cosidetto deflatore del pil).Considerando che questo indice è sceso dell'1,9%,e che il pil reale è aumentato solo dello 0,7%,questo vuol dire che il Pil misurato in termini nominali ossia in euro,è sceso!
Dunque la crescita del Pil reale non dipende dal fatto che il reddito nazionale,in euro, è cresciuto;dipende dal fatto che esso è caduto più lentamente dei prezzi.E ora l'establishment politico,sia europeo che nazionale,vorrebbe vendere ai greci questo piccolo trucco contabile come la "fine della recessione".Ma non funzionerà".

"Le uniche politiche ad essere compatibili con quelle che era l'obiettivo principale dell'establishment sono quelle di salvaguardare i banchieri da qualunque tentativo di espopriazione da parte dell'Unione europea o degli enti membri.Ed è così che una nazione piccola ma fiera è stata costretta a implementare una feroce politica di svalutazione interna che ha causato e sta causando enormi sofferenze alla popolazione oltre ad aver fatto lievitare il debito privato e pubblico del paese a livelli insostenibili,e tutto questo per mantenere l'illusione che l'architettura dell'eurozona fosse sostenibile,e per scaricare le perdite colossali delle banche private sulle spalle dei cittadini comuni,,dei lavoratori e dei contribuenti.Una volta decisa la strategia l'hanno  di propaganda neoliberista per renderla più appetibile..."

"Juncker dimostra un profondo disprezzo per la democrazia,E' un atteggiamento neocoloniale che si beffa dell'idea secondo cui l'Unione rispetta la sovranità dei suoi stati membri.In teoria,è la Commissione europea che è tenuta a rispondere delle sue scelte di fronte ai cittadini che sono tenuti a rispondere delle loro scelte di fronte alla Commissione.E per definizione la Commissione non può esprimere alcun giudizio di merito sull'esito di un'elezione.E non si può certo dire quale sia il candidato "giusto" e quello "sbagliato".Con questa affermazione,Juncker ha fatto cadere ancora più in basso la reputazione della Commissione,già ai minimi termini storici,e ha allargato ancora di più il deficit democratico dell'Ue.Il suo intervento è stata una delle mosse più anti-europee che si potessero immaginare,in quanto è riuscito a delegittimare in un colpo solo sia la Commissione che l'Unione stessa".

"Un governo guidato da Syriza farà di tutto per far si che l'Europa affronti i nodi che finora si è rifiutata di affrontare:la disfunzionalità dell'architettatura dell'eurozona,e il fatto che i cosidetti "salvataggi" della Troika,che erano tutto fuorchè dei salvataggi,sono stati molto deleteri sia per i paesi della periferia che per quelli del centro,inclusa la Germania.In secondo luogo si sforzerà di ricostruire e di rimettere in moto l'economia sociale della Grecia per mezzo di un "New Deal per l'Europa" finalizzato a tirare tutta la periferia ,e non solo la Grecia,fuori dalla depressione.Infine,si adopererà per riformare sia il settore privato che quello pubblico al fine di incrementare la creatività e la produttività,e per costruire una società migliore".

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