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giovedì 4 dicembre 2014

STANLEY FISCHER:"L'Europa deve seguire la ricetta americana"



Gli stati Uniti d'America,quel paese con le piu grosse disuguaglianze al mondo, con un tasso di disoccupati elevato,con 45 milioni di persone che non possono farsi curare per via del suo sistema sanitario criminale.E' l'ultimo paese da prendere come esempio.Il resto è aria fritta.

da LA REPUBBLICA del 4 dicembre 2014-intervista di Federico Rampini

"Negli Stati Uniti abbiamo visto una ripresa vera,l'economia americana è tornata a crescere stabilmente a ritmi compresi fra il 2% e il 3%.Non abbiamo deflazione.Acquisti di Bond a tasso zero hanno funzionato.Draghi deve affrontare una posizione doppiamente difficile:sia per la situazione economica dell'eurozona, sia riguardo alla capacità decisionale della Bce.Ma gli stessi argomenti a favore del "quantitative easing" (acquisti di bond) che hanno dimostrato la loro efficacia sull'economia americana,valgono per l'Europa.Se la Bce si muove in quella direzione,avrà effetti positivi".

"Abbiamo un duplice compito:perseguire la massima occupazione,e una stabilità dei prezzi che viene definita come un'inflazione al 2%.Vi si aggiunge il terzo obiettivo che è assicurare la stabilità del sistema finanziario.Qui abbiamo fatto molto.Le misure che abbiamo preso per aumentare la capitalizzazione delle banche sono state decisive.L'economia Usa non sarebbe dove si trova oggi,senza la velocità con cui la Fed,ha operato gli stress test all'inizio del 2009,poi ha costretto le banche a ricapitalizzarsi.Gli europei devono farlo adesso,quello che abbiamo fatto noi".

"e' una questione complicata.Da un lato è preoccupante non raggiungere l'inflazione del 2% con l'inflazione zero dovresti spingere i tassi d'interesse sotto zero.Ma se si guarda al petrolio,di questo non mi preoccupo.E' una dis-inflazione temporanea,che rende i consumatori di petrolio piu ricchi, quindi fa bene alla crescita.Se c'è una buona deflazione e una cattiva deflazione,il calo del petrolio rientra nella prima categoria".

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