Anglotedesco

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giovedì 29 gennaio 2015

Che affare l'emergenza!



Altro che accoglienza illimitata per motivi di umanità...

da L'ESPRESSO-Francesca Sironi

Dopo gli scandali,forse per pudore,non è lo stesso:fiumi di soldi,controlli, investimenti,sprechi accertati.Dalla primavera del 2014 le prefetture di tutta Italia stanno affidando per vie "straordinarie" i servizi d'accoglienza per migranti.L'impegno economico per lo scorso anno supera i 480 milioni di euro,considerando vitto,alloggio e una minima assistenza.Le altre spese (organizzazioni,trasporti) non è dato saperle:il ministero dell'interno non ha risposto a "l?espresso".Intanto,grazie alle procedure direttissime del Viminale una pletora di Hotel,agriturismi, bed and breakfast e persino officine si sono riempite di richiedenti asilo, con rimborsi giornalieri dai 30 al 35 euro pro capite.Una ricca occasione:le strutture temporanee non devono rendicontare le spese;se riescono a risparmiare,tagliando magari sulle attività per i rifugiati,è tutto guadagno.I prefetti,dicono,pagano puntualmente.In questa rete rabberciata sono raccolte oggi 33.000 persone.E se la fretta di trovare alloggi è giustificata dall'aumento choc degli sbarchi,meno comprensibile è la nebbia che circonda i contratti, a partire dal gran numero di prefetture (Calabria in testa) che dimenticano di pubblicarne online come impone la legge.
"L'emergenzialità favorisce chi lucra e rischia di provocare bombe sociali", sintetizza Bernardino Guarino,dirigente del Centro Astalli di Roma,il ricovero per migranti fondato dai gesuiti.Il suo piu che un teorema è una constatazione:nella Capitale il fiume di soldi dell'emergenza (quella si chiamava così anche nei documenti ufficiali), dichiarata nel 2011.
Per le rivolte del nord Africa,ha rimpinguato le casse del consorzio Eriches di Salvatore Buzzi,il braccio destro di Massimo Carminati.Il business ha significato anche altro.I maxi-condomini affittati di corsa nelle periferie hanno trasformato spesso l'accoglienza in disperazione,quindi in disagio, infine in scontri, come è successo a Corcolle o a Tor Sapienza."La lezione non è servita",scuote la testa Guarino:"a Roma ci sono ancora 3.500 posti "straordinari".E manca un piano per l'integrazione ad approfittare dell'emergenza Nord Africa,un miliardo e 300 milioni tra il 2011 e febbraio 2013,e poi Mare Nostrum non è stata solo la società di Buzzi,aderente alla rossa Lega Coop.La cattolica Domus Caritatis,che gestisce decine di centri a Roma e ha una partecipazione al Cara di Mineo,ha raddoppiato il fatturato:da 18 a 36 milioni.Come le si sono ingranditi i gruppi di cui fa parte:il Consorzio casa della solidarietà,  rappresentato da Tiziano Zuccolo intercettato al telefono con Buzzi:"l'accordo è al 50%,dividiamo da buoni fratelli",dicevano degli appalti) e la Cascina,vicina a Cl.Rispetto agli sprechi dell'emergenza Nord Africa,denunciati da "L'Espresso",qualcosa è cambiato.I costi sono piu contenuti:si è passati da 45 a circa 30 euro al giorno.E il governo ha aumentato i posti "ordinari" prima di aprire il suk di quella extra.I vantaggi sono quattro:i soldi per i servizi (denominati Soprar) arrivano in gran parte dall'Europa,non dallo Stato.Le Coop sono costrette a rendicontare le spese.
I controlli sono (in teoria) maggiori e sopratutto sono coivolti gli enti locali.L'ampliamento d'urgenza però i Comuni sono passati in un anno da 3.000 a 20.000 posti,ha intaccato la qualità generale di un sistema considerato d'eccellenza,come nota Gianfranco Schiavone di Asgi (Associazione studi giuridici per l'immigrazione)."Metà dei  progetti finanziati per i prossimi 3 anni ha ricevuto una valutazione molto bassa,lontanissimo dal punteggio riconosciuto al primo,che è del comune di Parma,su 446 progetti,poi, 226 sono in Sicilia,Puglia,Calabria e Basilicata."Per questo insistiamo sulla necessità di un piano nazionale",conclude il giurista.Ma con i piani si fanno meno soldi.Mentre l'emergenza è un affare d'oro.Tanto paga il prefetto.

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