Anglotedesco

Anglotedesco

mercoledì 7 gennaio 2015

Con l'euro debole e petrolio in calo,l'economia può ripartire...




Tanto per cominciare abbiamo raggiungo una percentuale di disoccupazione record per la storia dell'Italia.Ma poi cerchiamo di capire veramente in che modello di società viviamo.Si certo,con l'euro debole e il petrolio in calo ci può essere crescita,ma voi pensate veramente che tutte le classi sociali uscirebbero dalla crisi? Che anche una cassiera dell'Eurospin o un dipendente di una falegnameria vivrebbe decentemente risparmiando dei soldi e magari comprando una casa al mare come si riusciva negli anni 70-80-90?Ma non scherziamo.La società deve essere di due categorie:di serie A o la serie D.Il ceto medio basso resterà sempre di serie D e sarà costretto a fare come quei dipendenti dell'Eurospin della cittadina dove vivo (o meglio dormo) che da diversi giorni sono costretti a lavorare al freddo con l'influenza perchè in caso contrario non avrebbero chances di trovare altre occupazioni.


da L'ESPRESSO dell'8 gennaio 2015-articolo (non intero)di Luca Piana

Poco prima di Natale,il centro studi della Conindustria ha rotto  gli indugi e ha provato a mettere sul tavolo una previsione meno tetra di quelle formulate da altri osservatori.Nell'anno che sta iniziando,hanno scritto gli ecobonomisti dell'associazione industriale,il pil potrebbe aumentare dello 0,5%,per poi accelerrare fino a segnare una crescita dell'1,1% nel 2016.Sembrano numeri da poco,se paragonati ai tassi di sviluppo a cui  sono abituati altri Paesi.Rispetto a poche settimane fa,il prezzo del petrolio si è ridotto di un terzo:un crollo che ha trasferito di botto un  reddito stimabile in circa 1.000 miliardi di dollari l'anno da un ridottissimo numero di produttori,con enormi ricchezze accumulate,a un'amplia platea di consumatori e imprese dei paesi avanzati",scrive la Conindustria.Con benzina e metano che costano meno, i paesi che fondano i loro introiti sulle vendite di idrocarburi come Russia,Iran e Venezuela barcollano,facendo fibrillare i mercati e scatenando le reazioni dei rispettivi governi.Ma le imprese e i consumatori italiani il guadagno è,in soldoni di circa 14 miliardi di dollari l'anno.C'è poi un secondo fattore che spinge a favore della ripresa:nel maggio scorso ci volevano 138 dollari per comprare un euro;sette mesi piu tardi ne bastano 1,24.La moneta europea sta perdendo valore,e questo dà una mano alle esportazioni ,oltre a favorire l'arrivo degli Usa di più turisti,che iniziano a battere anche sentieri alternativi rispetto a quelli tradizionali.Gli effetti del greggio a buon mercato è dell'euro debole,uniti alla crescita del commercio globale (lusso escluso) e del basso costo del denaro imposto dalla Bce,sarebbero dunque in gradi di dar vita a una ripresa piu sostenuta,vicina al +0,8% del pil quest'anno e ancor piu marcata il prossimo,sostiene la Conindustria.
Purtroppo,le incertezze sono altrettanto numerose e costringono ad accogliere con prudenza le rassicurazioni dei ministri dell'Economia,Pier Carlo Padoan,che ha battezzatio così la legge di stabilità:"Prevede meno tasse,piu reddito,piu consumi,quindi piu lavoro",ha detto Padoan ,che sa quanta credibilità si giocano il governo e il premier Matteo Renzi sulla ripresa,anche in vista di prossime elezioni,anticipate o non.
Gli effetti positivi delle novità, infatti, saranno frenati dai problemi che l'Italia eredita dalla recessione.Rispetto al 2007,l'ultimo anno prima del grande freddo,è andato in fumo un milione di posti di lavoro,come si vede dalla figura a pagina 35; lo scorso autunno la disoccupazione ha ufficialmente superato il picco del 13% e,se si considera il diffuso ricorso alla cassa integrazione lungo tutta la penisola,il dato reale è ancora piu alto,superiore al 14% il lavoro, è poco e questo pesa sui consumi delle famiglie,che dopo il 6,7% perso fra il 2011 e il 2013,nell'anno appena concluso si sono stabilizzati (+0,2%) e ora potranno riprendersi un pò,ma molto gradualmente.
La cancelliera Angela Merkel insiste perchè, i Paesi piu deboli aggiustino i conti pubblici e facciamo le riforme necessarie per migliorare la loro efficienza ,seguendo l'esempio di quanto i tedeschi stessi hanno saputo fare negli anni prerecessione.Ma da allora la situazione è cambiata:la germania ha visto esplodere le proprie esportazioni verso Francia,Italia,Spagna e così via,proprio  perchè la moneta unica l'ha protetta dal rafforzamento del vecchio,che senza euro avrebbe limitato  il boom del made in Germany.

Nessun commento:

Posta un commento