Anglotedesco

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mercoledì 14 gennaio 2015

I costi eccessivi a carico del correntista (1 parte)



Oggi e domani saranno le ultime volte che pubblicherò pagine del libro di Vincenzo Imperatore sulla criminalità bancaria.Sabato mattina alle ore 11 presenterà il suo libro alla libreria all'Arco di Reggio Emilia.

da IO SO E HO LE PROVE -Vincenzo Imperatore (Chiarelettere)

Nel'immaginario collettivo la concessione di un finanziamento a un privato o a un'impresa comporta per questi ultimi la restituzione del capitale preso a prestito più il solo pagamento di un prezzo (interesse) che la banca deve logicamente pretendere per aver messo a disposizione del cliente una somma di denaro.In altre parole,l'interesse rappresenta il prezzo pagato dal cliente e il guadagno della banca.Nella realtà dei fatti, però, non è proprio così.
Il peso delle "competenze" (come viene  chiamato il totale delle spese complessive sostenute dal cliente) pagate trimestralmente è solo in parte influenzato dal tasso di interesse,mentre una componente determinante è rappresentata da tutta una serie di ricavi (per la banca) che derivano dai servizi che la stessa offre in bundling con la concessione del finanziamento:consulenza,sistemi di pagamento,conti correnti, scarti di garanzia,operazioni estero, gestione degli incassi dei crediti,assicurazioni e ora anche televisori.
A puro titolo di esempio presentiamo,nello schema seguente, i costi complessivi di un'azienda nei primi sei mesi dell'anno 2014 (lo schema è nel libro e non posso pubblicarlo).

Nei primi sei mesi dell'anno, l'azienda,a fronte di circa 3,6 milioni di affidamenti,ha pagato competenze per circa 100.000 euro, di cui circa il 19% (19.000 euro circa) non dipende dal tasso di interesse applicato.


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