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giovedì 15 gennaio 2015

I costi eccessivi a carico del correntista (2 parte)



Abbiamo detto che gli interessi rappresentano il compenso che le banche richiedono a fronte del prestito concesso.Sono stabiliti sulla base di un tasso percentuale che si applica al capitale erogato in ragione della durata del finanziamento.
Il tasso di interesse deve essere previsto espressamente nel contratto ed è determinato con riferimento a parametri riscontrabili sui mercati monetari e finanziari,a cui la banca aggiunge una maggioranza (spread).L'entità di tale maggiorazione,che rappresenta la differenza tra il parametro di riferimento e il tasso effettivamente applicato alla clientela,cresce il relazione alla durata del contratto e costituisce il guadagno della banca.
Il tasso può essere fisso o variabile.Nel secondo caso, segue l'andamento del parametro di riferimento,perciò gli interessi possono aumentare o diminuire nel corso del contratto.Il parametro di riferimento per il fisso si chiama Euris (Euro interest rate swap),quello per il variabile,Euribor (Euro inter bank affered rate).
I tassi di interesse della Banca centrale europea sono il frutto delle decisioni che questa compie nell'ambito della  politica monetaria e hanno un'influenza sui mercati finanziari dell'Eurozona,sui tassi di cambio,sul costo dei finanziamenti e del debito sovrano della stessa area euro.
Il direttore della Bce,al termine della prima riunione di ogni mese,alle 14,30 esatte,comunica il Tasso ufficiale di riferimento (tasso Tur) che verrà applicato alla maggior parte delle operazioni in cui la Bce fornisce liquidità.Pertanto,questo tasso regola il costo dell'euro,e di conseguenza dei finanziamenti,in tutta l'area della moneta unica.Fra l'altro,il tasso di riferimento è anche il tasso di remunerazione dei depositi obbligatori che le banche dell'Eurozona devono mantenere presso la Bce e il cui ammontare è correlato alle loro poste di bilancio.
Attualmente il tasso di riferimento della Bce è dello 0,05%.E' bene ricordare che il tasso (o spread) relativo al fido concesso incide mediamente per l'85% sugli oneri finanziari "puri",cioè quelli legati al solo tasso di interesse.Su questo punto i margini di negoziazione per il cliente sono piuttosto limitati perchè,Per effetto dell'accordo di Basilea II,le banche devono applicare i prezzi relativi al rating espresso dall'azienda.
Mentre per il tasso "extrafido" (cioè il tasso di mora applicato quando il correntista va oltre il limite di finanziamento concesso),che,non dimentichiamo,incide mediamente per il 15% sugli oneri finanziari "puri" ,le cose sono diverse.Questo tasso,infatti,rappresenta una componente fondamentale,secondo quanto affermato dalla recente giurisprudenza,del calcolo del tasso usurario.Le negoziazione in questo caso può essere piu incisiva dal momento che negli ultimi si sta sviluppando una coscienza collettiva orientata al controllo delle soglie di usura,e anche le banche hanno paura di sforare.

da IO SO E HO LE PROVE- Vincenzo Imperatore (Chiarelettere)

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