Anglotedesco

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domenica 15 febbraio 2015

Le ricette di Alberto Bagnai...dal suo ultimo libro




Per non essere demagogico e suicida,però, il ripudio di regole assurde e inapplicabili,come abbiamo ampiamente chiarito,deve essere accompagnato dal controllo della politica monetaria e valutaria da parte dei governi nazionali.Fare spesa pubblica con cambio fisso e senza controllo della moneta significa condannarsi a un'esplosione del deficit estero e mettersi in mano alla Troika,col plauso dei creditori del Nord.
Ciò promesso,la politica fiscale dovrebbe,nel breve periodo,stimolare l'economia attraverso una politica di piccole opere volte:

1) alla riqualificazione del patrimonio pubblico (edilizia scolastica,patrimonio artistico e archeologico eccetera);

2)alla messa in sicurezza del territorio (viabilità locale,monitoraggio e gestione del rischio idrogeologico eccetera); da quando ho scritto queste stesse parole nel 2012,decine e decine di vittime di inondazioni e frane si sono aggiunte alle 6755 certificate nel periodo dal 1963 al 2012.In Italia muore per catastrofi naturali una persona ogni due giorni,con costi economici non inferiori a quelli da sostenere per prevenire le sciagure,e costi umani ovviamente incalcolabili.Ma naturalmente l'intervento pubblico di risanamento va contenuto,perchè ce lo chiede,indovinate un pò chi? L'Europa,bravi! ,costringendo il governo a comprimere i trasferimenti agli enti locali;

3) all'integrazione e riqualificazione degli organici della pubblica amministrazione,stabilizzando le posizioni precarie,normalizzando i percorsi di carriera e le procedure di reclutamento.(La crisi di domanda è anche crisi di prospettiva,di percorso.Come si può chiedere di investire in una casa,di metter su famiglia,a chi davanti a sè vede solo il buio? Qual'è la soluzione dell'attuale governo di fantocci per rianimare la spesa? Distribuire il Tfr in busta paga,cioè sottrarre ai pochi superstiti quel minimo di futuro che un sistema criminale aveva lasciato loro!Non è così che si rianima la domanda).

Queste misure devono avere come obiettivo complementare quello di rilanciare l'occupazione,riportando rapidamente il tasso di disoccupazione dall'attuale 13% a sotto il 10%,e riattivando il tessuto economico del paese attraverso la valorizzazione del tessuto delle piccole e medie imprese.
Nel medio-lungo periodo, la politica fiscale dovrebbe finanziare e garantire misure che favoriscano la crescita sostenibile e la competitività del paese.Non è difficile individuare gli assi prioritari di una simile politica:

1) definire le linee di un piano energetico nazionale che affronti il tema del contenimento degli sprechi e dell'incentivazioni delle energie rinnovabili,adeguando il paese alle best practices europee,almeno in misura (Parlamento europeo,2008) ,rispetto al quale l'Italia si trova in ritardo (Deutsche Bank,2012) ,e l'obiettivo strategico di ridurre la dipendenza da fonti fossili,che vincola la crescita del nostro paese;

2) adeguare,anche in quest'ottica,gli investimenti in istruzione e ricerca al livello dei partner europei,portando la spesa in ricerca e sviluppo dall'1% al 2% del Pil,riaffermando il ruolo chiave dello Stato nell'incentivazione e nella tutela della ricerca fondamentale,quelle che le aziende non possono e legittimamente non vogliono finanziare,perchè prima di ricadute pratiche immediate,ma dalla quale storicamente sono scaturite le rivoluzioni tecnologiche decisive per il nostro benessere è stata quasi sempre la spesa pubblica a finanziarle;

3) una di queste è la rivoluzione digitale,e qui occorrerebbe investire per recuperare il digital divide (ritardo nell'uso delle tecnologie digitali)che separa l'Italia dagli altri paesi industrializzati e ne penalizza la crescita,allineandoci ai requisiti dell'Agenda digitale europea (Unione Europea,2010);

4) bisognerebbe anche intervenire per adeguare la dotazione infrastrutturale del paese,con particolare riguardo alle reti di trasporto locale; la dipartita della Fiat dall'Italia forse ci offre l'occasione di riflettere in modo piu sereno sui diversi costi opportunità del trasporto privato rispetto a quello pubblico:approfittiamone!

5) promuovere una riforma strutturale della pubblica amministrazione volta all'abbattimento dei costi della politica e della corruzione,incidendo sopratutto sulla disciplina delle società a partecipazione pubblica (in particolare sulla disciplina delle società a partecipazione pubblica (in particolare sulla disciplina delle nomine e sul ripristino dei controlli di legittimità sugli atti:inutile altrimenti lamentarsi della corruzione!),e su quella delle autonomie locali attuata con la riforma del Titolo v della Costituzione (Barra Caracciolo,2011).

Questi sono i compiti a casa che dobbiamo fare: rianimare la nostra economia utilizzando, sotto il controllo delle istituzioni democratiche,le leve di manovra che ogni Stato sovrano nel mondo ha a disposizione ,tranne i 18 indici dell'Eurozona,e per farlo le riforme strutturali da portare a termine sono due:la dissoluzione della moneta unica e la riconduzione nel perimetro dell'esecutivo della banca centrale.
Da quando lo dicevamo in pochi ci sono state alcune decine di morti e un crollo del Pil per piu di altri 4 punti.Le conversioni che non potè compiere la nostra limitata eloquenza,furono assicurate dalla sterminata violenza dei fatti.
L'importante è il risultato.

da L'ITALIA PUO' FARCELA-Alberto Bagnai (il Saggiatore)

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