Anglotedesco

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domenica 8 marzo 2015

In Cina il debito è a livelli stellari...


Intanto pagano i ceti medio-bassi cinesi che sono costretti ad emigrare in ogni parte del mondo svolgendo lavori in condizioni di totale schiavitù...

da REPUBBLICA AFFARI E FINANZA-Giampaolo Visetti

La Cina non sono rallenta la crescita,ma aumenta il debito sia pubblico che privato.Nel 2014 la cifra complessiva è cresciuta fino al 282% ,il valore piu alto da vent'anni,superiore sia alla media dei Paesi in via di sviluppo che a quella delle maggiori economie avanzate tra cui Usa,Germania ,Canada e Australia.La crescita del debito cinese rappresenta un terzo di quella globale,e intanto aumentano Ue sofferenze,che non si limitano ai prestiti di governo e banche a impresa e famiglie:il problema oggi sono i debiti societari,in particolare nel settore immobiliare.Sul totale,il  debito relativo a questa voce tocca quota 125% rispetto al Pil,uno dei livelli piu alti del mondo.
L'ultimo decennio ha registrato il boom della rivalutazione immobiliare cinese,in particolare nelle metropoli,come a Pechino e a Shangai,dove i valori sfiorano quelli di Londra e New York.L'eccesso di offerta,sommato alla frenata della crescita attorno al 7% e ai vincoli.Alla proprietà posti dalle autorità,sta deprimendo i prezzi.Uno studio Mc Kinsey rivela che la metà del debito cinese è legata al mercato immobiliare.L'altro 50% dipende dall'espansione dei prestiti delle amministrazioni locali,spesso trasformati in crediti inesigibili,e dal debito accumulato dal sistema bancario ombra,al di fuori delle regole statali,sovra esposizione di Provincie e Regioni,rischio bolla immobiliare e banche ombra,oltre che far esplodere il debito di Pechino rischiano di travolgere investitori e risparmiatori.
Gli analisti prevedono che il governo interverrà per salvare il sistema finanziario,ma non è detto che le vecchie misure funzionino per sempre.Ai primi di febbraio la Banca centrale ha tagliato di mezzo punto le riserve bancarie obbligatorie,portandole al 19,5% per liberare oltre 100 miliardi di dollari da immettere sul mercato.Lo mossa ha seguito quella analoga del maggio 2012 e il taglio dei tassi di interesse in novembre,non sufficiente per scongiurare la crescita annua del Pil piu bassa da un quarto di secolo.In gennaio l'inflazione è crollata al +0,8% sul limite della deflazione,Pechino reagisce innovando il sistema di liquidità,replicando gli stimoli varati da Ue e Usa.Il suo capitalismo resta però fortemente socialista:e senza mercato i soldi non bastano a curare la malattia dello Stato.

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