Anglotedesco

Anglotedesco

Secondo voi chi fa piu danni all'Italia Draghi o Berlusconi?

martedì 3 marzo 2015

JOSEPH STIGLITZ:"O ci sarà l'Europa politica o non ci sarà l'euro"



L'Europa non è come gli Stati Uniti, i paesi sono troppo diversi e pure le economie.L'unica cosa che avrei voluto è un'Europa democratica con una Giustizia seria perchè quella italiana fa veramente schifo .Dal punto di vista economico,ogni Paese deve essere libero di decidere e non dipendere dalla Bce.

a IL MANIFESTO del 3 marzo 2015

Secondo i dati economici piu recenti,sia gli Stati Uniti che l'Europa stanno mostrando segnali di ripresa,anche se è presto per dichiarare la fine dalla crisi.Nella maggior parte dei paesi dell'Unione europea,il Pil pro capite è ancora inferiore al periodo precedenti la crisi:un intero decennio perduto.Dietro alla fredde statistiche,ci sono vite rovinate,sogni svaniti e famiglie andate a pezzi (o mai formatesi),un futuro quanto mai precario per le generazioni piu giovani,mentre la stagnazione,in Grecia la depressione,avanza anno dopo anno.L'Ue vanta persone di talento e con un alto grado di istruzione.I paesi membri contano su forti quadri giuridici e società ben funzionanti.
Prima della crisi, la maggior parte aveva persino economie ben funzionanti.In alcuni Paesi,la produttività oraria,o il suo tasso di crescita,era tra le piu alte al mondo.Ma l'Europa non è una vittima di errori altrui,come spesso si legge.
Sebbene l'intento sia stato quello di unire l'Europa,alla fine l'euro l'ha divisa:i paesi piu deboli (quelli che già nel 1980 in un lavoro per l'Ocse fà individuava nei paesi europei di piu recente sviluppo,tutti con alta inflazione,dualismo territoriale ,deficit della bilancia dei pagamenti e di bilancio pubblico,alta disoccupazione e deflazione e notevole quota di economia sommersa,e che ora sono con malcelata arroganza identificati come Piigs sono riusciti,per ora,a rimanere nell'euro a prezzo di disoccupazione e deflazione salariale,crollo della domanda interna e aumento del "sommerso".In assenza della volontà politica di creare istituzioni in grado di far funzionare una moneta unica,innanzitutto una politica fiscale unica,nuovi danni si aggiungeranno ai danni  già prodotti.Gli squilibri in Europa sono aggravati dalla divergenza nelle esportazioni nette,e solo una politica fiscale comune può far in modo che i flussi commerciali del Portogallo verso  l'Olanda abbiano la stessa importanza (cioè nulla) di quelli,ad esempio,dell'Oregon verso il Missouri o del Brandenburgo verso la Baviera.
La Grande Recessione deriva in parte dalla convinzione che il liberismo di mercato avrebbe riportato le economie su di un sentiero di crescita "adeguato".Tali speranze si sono rivelate sbagliate non perchè i paesi dell'Ue non sono riusciti a realizzare le politiche prescritte,ma perchè i modelli su cui hanno poggiato quelle politiche sono gravemente viziati.
In Grecia,ad esempio,le misure intese a ridurre il peso debitore hanno di fatto lasciato il paese piu indebitato di quanto non fosse nel 2010:il rapporto debito-pil è aumentato causa dello schiacciante impatto dell'austerità fiscale sulla produzione.Il FMI ha ammesso questi fallimenti politici e intellettuali. Verrà anche il giorno in cui anche la Troika riconoscerà il fallimento delle politiche di austerità e della teoria che l'hanno ispirate.A noi non resta che continuate ad impegnarci perchè questo avvenga il prima possibile risparmiando inutili sofferenze ai popoli dell'Europa.
I leader europei restano convinti che la priorità debba essere la riforma strutturale.Ma i problemi che menzionano erano evidenti negli anni precedenti la crisi, e non avevano fermato la crescita allora.All'Europa serve piu che una riforma strutturale all'interno dei paesi membri.All'Europa serve una riforma della struttura  dell'eurozona stessa,e l'inversione delle politiche di austerity,che non sono riuscite a riaccendere la crescita economica.Condividere una moneta unica costituisce ovviamente un problema poichè così facendo si rinuncia a due dei meccanismi di aggiustamento:i tassi di interesse ed il cambio se si aderisce a una moneta unica,la rinuncia ad alcuni strumenti di politica economica può essere compensata sostituendoli però con qualcosa d'altro, come una politica fiscale comune e condivisione dei debiti,mentre ad oggi l'Europa non ha messo in campo altro che il Fiscal Compact.Serve un cambiamento strutturale dell'Eurozona se si vuole che l'euro possa sopravvivere:o ci sarà l'Europa politica (Stati uniti d'Europa) o non ci sarà l'euro.Coloro che pensavano che l'euro non sarebbe potuto sopravvivere si sono ripetutamente sbagliati.Ma i critici hanno ragione su una cosa:a meno che non venga riformata la struttura dell'Eurozona,e fermata l'austerity,l'Europa non si riprenderà.Ora la Grecia sta ponendo un altro test all'Europa.Il calo del Pil greco dal 2010 è un fattore ben piu grave di quello registrato dall'America durante la Grande Depressione negli anni 30'.La disoccupazione giovanile è oltre il 50%.Il governo del Primo Ministro Alexis Tsipras ha ottenuto che venga abbandonato l'insano obiettivo,assunto dal precedente governo Samaras,di triplicare l'avanzo primario,anche recuperando parte dell'evasione fiscale.Forse Syrza aveva acceso aspettative diverse sul piano interno.Ma l'Europa tutta deve ora cogliere l'occasione greca,per completare il disegno dell'euro.Il problema non è la Grecia è l'Europa.Se l'Europa  non cambia,se non riforma l'Eurozona e continua con l'austerity,una forte reazione sarà inevitabile.Forse la Grecia ce la farà questa volta.Ma questa follia economica non potrà continuare per sempre.La democrazia non lo permetterà.Ma quanta sofferenza dovrà sopportare l'Europa prima che torni a parlare la ragione?

Nessun commento:

Posta un commento