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mercoledì 18 marzo 2015

LUIGI ZINGALES:"La vera colpa dell'euro"




La vera colpa dell'euro non sta nell'aver reso non competitive le merci italiane,ma nell'aver permesso alle nostre istituzioni poco competitive di sopravvivere immutate.Qualsiasi organizzazione,sia essa statale o privata,tende alla sclerosi.Nel settore privato ciò che frena questa sclerosi è la concorrenza:le imprese che non si adeguano muoiono.Lo Stato invece opera in regime di monopolio,quindi è isolato da qualsiasi forma di competizione interna.
Storicamente,la maggior competizione veniva da una minaccia militare esterna.Per esempio ciò che portò gli Stati a istruire i propri cittadini in modo obbligatorio e gratuito non fu benevolenza o lo spirito di progresso dei governanti,bensì la pressione militare degli Stati confinanti.Il Secondo impero in Francia  aveva cercato di imporre l'educazione obbligatoria e gratuita,ma era stato bloccato dalla Chiesa e dai contadini che non volevano perdere manodopera nei campi.Dopo la sconfitta di Sedan nel 1870,però,si diffuse in Francia la convinzione che il "maestro elementare prussiano era l'architetto di Sedan e la moderna istituzione secondaria della Realschule aveva fornito la base scientifica per l'efficienza militare prussiana".Per questo il ministro della Pubblica istruzione Jules Ferry nel 1882 rese la scuola obbligatoria e gratuita fino a tredici anni,con l'obiettivo di "insegnare ai francesi a essere certi della superiorità della loro nazione nel diritto ,nella cultura,e nelle istituzioni repubblicane".
Quello francese non è un esempio isolato;uno studio di 137 Paesi nel periodo 1830-2001 evidenzia una forte correlazione tra minaccia militare e aumento dell'istruzione obbligatoria.Fortunatamente la minaccia bellica non è l'unica forma di pressione competitiva sugli Stati.Quando il lavoro è scarso e la mobilità elevata,come negli Stati Uniti fino alla Grande depressione,la competizione tra Stati può raggiungere gli stessi effetti.Per attirare abitanti, gli Stati americani dell'Ovest offrirono diritto di voto ed educazione primaria gratuita".Gli Stati dell'Est dovettero adeguarsi.
Negli ultimi settant'anni in Europa abbiamo eliminato la competizione militare.Questa scelta ha ovvi benefici,ma ha ridotto la pressione verso l'efficienza delle istituzioni statali.La scarsa mobilità del lavoro e quindi l'assenza di una vera e propria competizione ad accaparrarsi lavoratori da altri Stati ha eliminato la competizione militare.Questa scelta ha ovvi benefici,ma ha ridotto la pressione verso l'efficienza era il tasso di cambio e il tasso a cui queste istituzioni nazionali prendevano a prestito.Negli anni Settanta,infatti, molte riforme di bilancio in Italia vennero fatte come conseguenza delle condizioni imposte dal FMI per il suo prestito del 1976;negli anni Novanta le privatizzazioni furono fatte esclusivamente per motivi di bilancio.Ma l'euro ha eliminato anche queste forme di pressione.Con il cambio fisso e l'indicatore del rischio di default "drogato" dalle regole europee e dalle dichiarazioni dei leader europei,il governo italiano non ha avuto nessuna forma di pressione esterna verso l'efficienza.Paradossalmente il ventennio berlusconiano è stato reso possibile anche dallo scudo europeo.
Nel 2011 abbiamo rivisto l'importanza di questa pressione esterna.Ma è durata poco.Appena l'Omit di Draghi ha anestetizzato lo spread,la pressione riformatrice è svanita.Ora ci troviamo in mezzo al guado:non siamo totalmente responsabili del nostro destino,ma non veniamo neppure puniti per i nostri errori.Non è una combinazione che promuove l'efficienza delle nostre istituzioni.L'Europa ha tutto l'interesse a evitare che l'Italia faccia saltare l'euro perchè ciò sarebbe molto costoso per tutti.Ma,non ha alcun interesse a impiegare tempo e risorse per far migliorare le nostre istituzioni.Quella rimane una nostra responsabilità.

da L'EUROPA O NO-Luigi Zingales (Saggi Rizzoli)

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