Anglotedesco

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mercoledì 11 marzo 2015

MAURO GALLEGATI.I problemi con l'uscita dall'euro



Ennesima opinione su come si andrebbe a finire se uscissimo dall'euro.Per far saltare l'euro, ed è una cosa che non dico volentieri, è votare l'estrema destra in tutti i paesi dell'eurozona.In caso contrario ,bisogna adattarsi e obbedire al dicktat europeo.Ormai la frittata è già stata fatta, cominciamo ad abituarci a vivere con poco...

da IL MANIFESTO del 10 marzo 2015-pezzo di articolo di Mauro Gallegati

Credo che l'uscita del nostra Paese si tradurrebbe,tramite i mercati, in un cincontrollabile effetto dominio,ma siamo too big too connected per abbandonare l'Unione senza provocarne la disegnazione,che porterebbe in primis al crollo dell'architettatura dell'euro e di conseguenza all'abbandono dell'idea di Europa e la possibilità della trasformazione della Grande Recessione in Grande Depressione,se non altro perchè l'euro è ormai una valuta di riserva mondiale.Le svalutazioni precedenti sono accadute in regime di cambi fissi e ciò di per sè muta il contesto rispetto all'uscita dall'unione monetaria.
Conseguenze politiche a parte,l'uscita sarà temporaneamente lunga e alcune misure saranno necessariamente "repressive",chiusura dei movimenti di capitale e della Borsa,e pesanti per chi ha debiti in euro o tassi debitori in Euribor.
Uno dei pro,si dice spesso, è che l'uscita dall'euro ci consentirebbe di svalutare e quindi di aumentare la competitività.E' un copione già visto,che funziona solo per pochi anni.Indipendentemente dall'inflazione che potrebbe conseguire,occorrerebbe ricordare che la svalutazione equivale a un  impoverimento del Paese.Nel caso piu favorevole la svalutazione produce un'espansione della produzione quando la crisi ha  già messo in moto  la "razionalizzazione" della produzione che coinvolge effetti ridotti su occupazione e salari.Gli interessi sul debito,a meno di avere autarchia finanziaria.Inoltre,le svalutazioni danno respiro temporaneo e non cambiano la struttura produttiva di un paese: quel che davvero occorrerebbe ai Paesi periferici dell'Europa in crisi non per il troppo debito pubblico (come i casi di Irlanda e Spagna dimostrano).
Benefici dalla svalutazione si avranno, ma quantitativamente assai limitati.E per due ragioni.Intanto ora le nostre esportazioni vivono di qualità.L'export italiano è composto non piu dai soli prodotti tradizionali,ma dal made in Italy e dai macchinari destinati all'industria:beni di qualità e poco soggetti alla concorrenza di prezzo.Svalutare non produrrà grandi benefici.
Poi ci sono ora i BRICS sulle cui produzioni,piu tradizionali,siamo in concorrenza come Paese a sviluppo recente, ma i costi relativi non sono paragonabili e tali rimarranno anche per svalutazioni eccezionali.Una politica industriale meglio post-industriale e sostenibile,è la strada.Il malessere dall'Ue si deve anche a una lunga serie di pessime decisioni di politica economica,a partire da come è stato creato l'euro.Sebbene l'intento sia stato quello di unire l'Europa,alla fine l'euro l'ha divisa:i Paesi piu deboli sono riusciti per ora,a rimanere nell'euro a prezzo di disoccupazione salariale, crollo della domanda interna e aumento del "sommerso".Ma non sarà per sempre.Quali saranno i costi di una nostra uscita dall'euro resta materia di dibattito.Ciò che pare certo è che senza Europa perderemo tutti.

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