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domenica 12 aprile 2015

Chi è Claudio Giardiello...



Questo è un paese di furboni, di vittime ,di complici,di omertosi ,di ciarlatani e se l'Italia va in questo modo ,anche prima della crisi, è solo ed esclusivamente colpa della maggior parte degli italiani,inutile che si cerca di dar la colpa agli extracomunitari.
Io ho letto delle cose vergognose nei confronti dei giudici oltre alle solite cazzate sullo Stato.Questo "signore" si è rovinato con le sue mani punto e basta.La migliore descrizione di Claudio Giardiello l'ha fatta senza dubbio Davide Vecchi.

da IL FATTO QUOTIDIANO del 10/04/15 -Davide Vecchi

Lo chiamavano il "conte Tacchia",figlio di falegname che aspirava alla nobiltà.E come lui anche Claudio Giardiello voleva sempre di più.Tanto che con i suoi quattro amici e soci era finita il litigio per la spartizione di 5 milioni di euro di fondi occulti creati attraverso l'immobiliare Magenta,società dichiarata fallita nel 2008.Da qui partono i guai giudiziari di Giardiello che ieri avrebbero dovuto trovare un epilogo giudiziario e sono invece finiti in sangue.

Nato a Benevento e residente in Brianza,il 57enne Giardiello dal 1987 inizia a occuparsi di intermediazione immobiliare.Ma con risultati semprte decisamente pessimi le 5 società in cui ha incarichi finiscono in fallimenti e protesti.Nel 2003 assieme ai soli Massimo D'Anzuoni (arrestato nel 2013 per tangenti coperte da false fatture),Giorgio Erba (ucciso ieri nella sparatoria in tribunale),Davide Limongelli (ferito) e Silvio Tonani,Giardiello crea una trinagolazione societaria che permette loro di vere una contabilità occulta e spartirsi i fondi creati in nero attraverso un appalto ricevuto dalla Cisep per la vendita degli appartamenti di due palazzine in via Biella a Milano.I cinque complessivamente si spartiscono 5 milioni 480.000 euro.
Il dato emerge dalle carte del procedimento fallimentare della Magenta e l'intera vicenda è stata raccontata dai soci di Giardiello che nel 2005 lo hanno denunciato perchè esasperati dalle sue "continue e pressanti" richieste economiche.Allegato agli atti c'è anche un appunto con i soprannomi di ciascun socio e l'importo ottenuto:D'Anzuoni detto il "predatore" ,Erba (il comandante) e Tonani (soprannominato Tinto Brass), hanno intascato ciascuno 1 milione 245.000 euro;il "conte Tacchia" Giardiello un milione e suo nipote,il "marchesino" Limongelli,333.000 euro.La Magenta era fallita con 2,8 milioni di euro di debiti mentre la Miani immobiliare (la "gemella" che serviva per la triangolazione) ha consegnato i libri in Tribunale nel 2006.
La situazione finanziaria di Giardiello era di fatto disperata.Da una visura camerale a suo nome figurano tre ipoteche legali,due di Equitalia per complessivi 130.000 euro e una di Esatri per 2.500 euro,oltre a un pignoramento di immobili a favore di Intesa San Paolo e due decreti ingiuntivi con beneficio Banca di Roma da 242.000 euro ciascuno.
Valerio Manariello,avvocato che fino al 2008 ha difeso Giardiello."Ho rinunciato perchè era impossibile aiutarlo,non seguiva mai consigli ed era ingestibile,una persona spesso sopra le righe e a mio avviso paranoide:viveva con il terrore di essere raggirato".Manariello era socio dell'avvocato Loris Appiani ucciso ieri nell'aula di tribunale da Giardiello.Ricorda Manariello: "una persona straordinaria oltre che un grande professionista,io avevo iniziato a lavorare con la titolare dello studio,sua madre,che poi è andata in pensione e ha lasciato a Loris".
Insieme,racconta, "decideremo di non poter piu difendere Giardiello,era impossibile, litigava con tutti e i suoi problemi erano dovuti alle difficoltà che aveva nel relazionarsi persino con i suoi soci".Un tipo litigioso,il conte Tacchia "brianzolo".

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