Anglotedesco

Anglotedesco

Secondo voi chi fa piu danni all'Italia Draghi o Berlusconi?

mercoledì 22 aprile 2015

Cosa può succedere se la Grecia ci lascia...



Tsipras sta dimostrando di essere un ciarlatano,parlava tanto e poi sta tagliando i comuni e le pensioni,ma è normale in questa Europa funziona così.
Si,anche troppo benessere, tanto che la gente non ha voglia di lottare, si fa corrompere facilmente ,si lamenta per delle cavolate.Non momenti di crisi,vedi la loro pochezza...

da IL CORRIERE DELLA SERA del 17 aprile 2014-Antonio Armellini

Le ambiguità sulle vere intenzioni di Alexis Tsipras restano tutte e lo stesso Mario Draghi,al di là delle ripetute dichiarazioni di impegno,non potrà continuare all'infinito nel ruolo salvifico di deux ex machina.La fuoriuscita non concordata della Grecia provocherebbe un danno fortissimo alle economie dei Paesi dell'eurozona,ma sarebbe ancor maggiore per quella greca.Ragione per cui sono in molti ad augurarsi che,alla fin fine,un compromesso che permetta a un euro rifondato (e indebolito) di sopravvivere senza abbandonare la Grecia al fallimento,possa risultare possibile.E se non andasse così?
Le analisi sui possibili effetti di una "Grexit" si sono concentrate sul futuro dell'euro,ma le conseguenze politiche rischiano di andare al di là di un quadro economico di per se problematico.Sbaglia chi pensa che un'Europa senza la Grecia potrebbe recuperare naggiore coesione:una "Grexit" esasperebbe le tensioni all'interno dell'eurozona,metterebbe in crisi l'interno processo di integrazione e fornirebbe un formidabile assist a quanti,da Podemos in Spagna,a Syriza,ad Alternative fur Deutschland in Germania,alla Lega,all'Ukip in Gran Bretagna,ai gruppi in Olanda e in Finlandia,cavalcano l'ondata di scetticismo nei confronti di istituzioni europee malate di burocratismo,per contestare l'euro e in alcuni casi di reclamare la dissoluzione dell'Ue.
Dimenticavo che è grazie alla Comunità europea prima,e all'Unione poi,se da 60 anni il continente vive una stagione di libertà e benessere mai conosciute prima.Si illudono che il ritorno agli Stati nazionali aprirebbe una stagione di grande dinamismo,mentre segnarebbe il loro definitivo declino nel mondo globalizzato.Complice la crisi,possono contare su una platea di consensi venata di qualunquismo e disinformata,ma in crescita.

Presa nella morsa dei suoi tecnicismi,l'Europa sembra incapace di convincere un'opinione pubblica sempre piu distante che tutto ciò che grazie ad essa è stato possibile raggiugere,da una democrazia dei diritti condivisi,alla libertà di muovere persone e cose attraverso frontiere divenute immateriali,non è irreversibile e lo spettro distruttivo del nazionalismo di cui ha sofferto per secoli ,è sempre dietro l'angolo.Per svilupparsi,essa ha sempre avuto bisogno di una forte dinamica interna.L'euro avrebbe dovuto rappresentare il punto di giunzione fra queste due dinamiche,rafforzando  la governance economica del Vecchio continente e riciclandone la dimensione sovranazionale.E invece,lo spettro della "grexit" diventa agli occhi di una folta platea euroscettica l'occasione per contestare non solo la deriva burocratica dell'Unione,ma negare l'essenza stessa del suo progetto politico.
Pesa la mancanza di un nuovo Altiero Spinelli:perchè l'ingegneria dei Trattati in cui l'Europa si è sinora rifugiata,sarà anche una panacea intelligente ma non basta proprio più.

Nessun commento:

Posta un commento