Anglotedesco

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giovedì 23 aprile 2015

Dove sono i soldi per il reddito minimo...



Poverini gli italiani, bisogna capirli se sono maglia nera da sempre per l'evasione fiscale, noi non siamo benestanti come Svezia,Belgio,Danimarca e Norvegia dove si pagano piu tasse che nel Belpaese dei ciarlatani.L'articolo (e i dati della Banca d'Italia) sotto dimostra che sono tutte palle e che gran parte degli italiani non sono altro che dei vermi viscidi.

da IL MANIFESTO del 23 aprile 2015-Piero Bevilacqua

Nel suo documento "La ricchezza delle famiglie italiane anno 2015",il nostro paese,con una ricchezza pari a 8.728 miliardi di euro,appare in una luce diversa dalla vulgata miserabilista corrente:"Nonostante il calo degli ultimi anni, le famiglie italiane mostrino,nel confronto internazionale,una elevata ricchezza netta,pari nel 2012 a 8 volte il reddito lordo disponibile;tale rapporto è comparabile con quello di Francia,Giappone,e Regno Unito e superiore a quello di Usa,Germania e Canada".
E' una ricchezza formata dal patrimonio abitativo (4.900 miliardi),ma anche da titoli finanziari,risparmi,attività economiche,ecc ecc.Si tratta di una posizione di tutto rispetto,anche in confronto di grandi potenze industriali che il reddito minimo lo praticano.Da tempo.E allora qual'è il problema? Perchè un Paese così ricco non trova le risorse per dare alle fasce piu deboli ed esposte della nostra popolazione un reddito di dignità? Perchè l'Italia oggi ha 6 milioni di poveri in senso assoluto? Il 10% degli individui e l'8% delle famiglie? La prima risposta è,come largamente noto,nella disuguaglissima distribuzione della ricchezza.
Su questo punto i dati della Banca d'Italia degli ultimi anni sono noti.Il 10% delle famiglie piu ricche detiene quasi la metà della ricchezza nazionale.Questione sociale di prima grandezza,ma oggi ostacolo evidente alla cosidetta ripresa.Cinque mesi fa perfino l'Ocse,che non è la Caritas,si è spinta a sostenere,pudicamente che l'aumento della disparità ha un impatto sulla crescita (M.Moussanet sul Sole 24 ore del 9 dicembre 2014).
In Italia,secondo i dati apparsi di recente sulla stampa, ben l'80% del peso fiscale è sostenuto dalla parte piu debole del paese,dipendenti e pensionati.Sempre la Banca d'Italia,ne "i bilanci delle famiglie italiane" nell'anno 2012 ha ricordato che nel precedente ventennio,in termini relativi.il reddito degli anziani è passato "dal 95 al 114% della media generale (...) per le classi di età piu giovani,invece,il reddito equivalente è diventato significativamente piu basso della media:il calo è stato di circa 15 punti percentuali".Non c'è da stupirsi:il capitalismo neoliberista distribuisce la ricchezza sulla  base dei puri rapporti di forza fra classi e individui.Com'era stato per tutta la precedente storia delle società umane,sino al trentennio keynesiano.

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