Anglotedesco

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martedì 7 aprile 2015

Jihadisti con passaporto



Ultimo post eedicato alla jihad,almeno per il momento.Non c'è dubbio che bisogna tenere gli occhi bene aperti,ma la colpa di chi è? Semplice, di coloro che vogliono invadere per rubare ricchezza.Adesso si sono stufati.D'accordo dallla prima all'ultima pagina del libro di Paolo Barnard PERCHE' CI ODIANO.

da L'ESPRESSO del 2 aprile 2015-Piero Messina

Ci hanno già provato diverse volte.Bussano alle porte dell'Italia e cercano di entrare con documenti apparentemente validi.Sono,stando a informazioni in possesso delle intelligence europee,terroristi provenienti dalla Siria e hanno già lasciato tracce all'aereoporto di Ciampino come a quello di Torino.Non solo.Anche da Calais (Francia) e da Zagabria (Croazia) arrivano segnalazioni da polizie "amiche" di una migrazione jihadista verso il nostro Paese dopo l'attacco al museo del Bardo di Tunisi  in cui sono stati uccisi 18 turisti occidentali,compresi quattro connazionali,l'allerta è diventata massima.Il rischio che i fondamentalisti vogliano colpire in Italia viene considerato alto. E gli investigatori sono concentrati su un dossier riservato,consegnato al governo  italiano a metà febbraio,poco più di un  mese fa:un rapporto sviluppato grazie alla collaborazione tra servizi segreti italiani,tedeschi e turchi.
I seguaci del Califfo e i miliziani filo al Qaeda,spiega la nota dell'intelligence,avrebbero venduto i passaporti "al prezzo di 2500 dollari americani ed appartenenti ad altre formazioni terroristiche intenzionati a viaggiare sotto falsa identità".E fornisce i numeri di serrie dei lotti sospetti perchè le polizie di  frontiera possono intercettare coloro che li utilizzano.4000 passaporti al prezzo di 2500 dollari da 10 milioni di dollari (e tra gli acquirenti potrebbero esserci anche cittadini siriani che vogliono fuggire dalla guerra).Un capitale  importante per organizzazioni che hanno il perenne problema del finanziamento per pagare i miliziani e,per garantire,nel caso del sedicente Stato Islamico, anche il funzionamento delle "istituzioni" create tra la Siria e l'Iraq.Ma il sospetto è che quei documenti così preziosi possano essere usati dagli stessi uomini del califfato dalle bandiere nere per penetrare in Europa circa la circolazione di documento contraffatti.Un fiume in piena che ha costretto il segretario generale dell'interpool di Lione a emanare un nuovo regolamento:è stata creata una banca dati globale sui documenti personali sequestrati a sospetti terroristici e loro fiancheggiatori.
Gli investigatori sono convinti che i passaporti falsificati siano il tassello di una nuova strategia militare.Alcuni episodi sono significativi.La sera del 23 febbraio a Ciampino la polizia di frontiera ha bloccato quattro siriani con passaporto valido.Erano tutti a bordo di un aereo proveniente da Salonicco.Sui loro documenti,erano stati applicati gli sticker,adesivi che certificano il possesso di un permesso di soggiorno ,rilasciati da autorità svedesi o norvegesi.Soltanto ad un controllo approfondito quei visti si sono dimostrati falsi.In assenza di contestazioni di reati specifici legati al terrorismo e in ossequio alla legge sull'immigrazione,i quattro siriani sono stati denunciati e immediatamente rilasciati a piede libero,dopo la contestazione del reato di uso di documento falso.
E ancora.Nel porto francese di Calais,di ritorno dalla Gran Bretagna,lo scorso gennaio è stato fermato Satam Al Raqui Ziad,un cittadino siriano che secondo i servizi segreti di Parigi è legato agli ambienti del radicalismo islamico.Al controllo documenti,Al Raqui ha presentato una carta d'identità italiana.Dopo un rapido accertamento si è scoperto che era stata rubata a Napoli due anni fa.Al Raqui era stato inserito nella lista dei sospetti anche nella banca dati del Viminale,dopo essere stato fermato al porto di Trieste,nell'estate del 2012,allo sbarco da una motonave turca.Stesso copione il 26 febbraio all'aereoporto di Torino Caselle,quando dal volo proveniente da Instanbul è sceso "Vittorio Bianchi":in realtà si trattava del siriano Najib Khasat.Se i passaporti siriani sono un comodo supporto per entrare in Europa e tentare di chiedere il permesso per ragioni politiche umanitarie,l'altra faccia della medaglia è costituita dall'utilizzo di documenti europei per andare in Siria.A Parigi è  scattata  la caccia a un cittadino italiano convertito all'Islam;l'uomo è in attesa di recarsi sul fronte di guerra per legarsi alle brigate dell'IS.Prima di partire,il nostro connazionale aspetta la consegna di un passaporto italiano:di quel documento gli investigatori sanno tutto,dal numero di serie,sino alla provenienza da un lotto rubato nel dicembre 2014.Il Dgsi,l'intelligence francese,ha ricostruito la storia in ogni dettaglio grazie al contributo di una "fonte confidenziale da tutelare imperativamente".Un altro passaporto italiano rubato è stato ritrovato a gennaio di quest'anno in Croazia,quando dall'aereo proveniente da Instanbul è sceso "Jacopo Vicini".Si trattava in realtà di Shehko Mounir, un siriano che per l'intelligence occidentale è vicino agli ambienti del jihadismo potrebbe progettare attacchi terroristici in Europa.L'hanno rispedito in Turchia.
Il 12 gennaio la polizia federale ha avviato le procedure di estradazione nel nostro Paese di Mohamed Al Shagel.E' l'ingegnere di Jabhat Al Nusra.Era a capo di una cellula che dalla Bulgaria forniva supporto logistico,producendo generatori di energia elettrica e motori da distribuire sul fronte siriano Al Shagel è stato espulso in Germania dal governo di Sofia alla fine del 2013,quando l'Interpol ha certificato la sua affiliazione al network jihadista.Ma il  governo di Berlino,accordi di Schengen alla mano,opterà per l'estradizione in Italia,perchè proprio nel nostro Paese aveva presentato domanda di asilo.Senza una modifica alle normative europee,c'è il rischio che molti dei presunti miliziani vengano poi rispediti in Italia,moltiplicando il problema dei controlli.

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