Anglotedesco

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lunedì 11 maggio 2015

DANIEL GROS:"In Italia il reddito minimo è impossibile"



Mi viene da ridere quando sento dire che non si troverebbero  i 17 miliardi per il reddito minimo proposto dal M5S e a sorpresa da Sel.La Banca d'Italia in un suo rapporto qualche settimana fa (già pubblicato su questo blog) ha fatto capire a questi disinformati che i soldi ci sono.Inizialmente Anglotedesco era contrario ma poi riflettendoci bene ho capito che bisogna fare come in Svezia,abolire quasi totalmente il contante (la solo rappresenta solo il 30% del denaro in circolazione),e poi vedrete che bello.Certo in Italia i complottisti-evasori-furbacchioni se ne inventano una dopo l'altra...
Non sono d'accordo che il lavoro non c'è.Le cose utili da fare ci sono sempre:tenere pulite le strade,l'ambiente, gli anziani ,le scuole, ed evitare di far fare certi lavori a carcerati o ex tossicodipendenti perchè spesso per strada insultando il primo che gli capita sopratutto donne. Con i soldi del reddito minimo,un lavoro da 3-4 ore al giorno a tutti.


da LA REPUBBLICA dell'11 maggio 2015-l'economista tedesco risponde alle domande di Eugenio Occorsio

"La proposta del reddito minimo è molto sensata,ma il problema per l'Italia è che naturalmente presuppone una revisione dell'intero sistema di welfare difficilissima da implementare,direi quasi impossibile al momento attuale".

"Il reddito minimo potrebbe essere una misura di civiltà.anzi, sarebbe benvenuta l'occasione per ripensare le imperfezioni e ingiustizie che caratterizzano il welfare in Italia.Del resto, un basic income o citizen's salary esiste  nelle forme piu varie in quasi tutti i Paesi con un certo grado di sviluppo.Solo che,visto che il punto di partenza sarebbe l'abbattimento di una serie di diritti acquisiti,mi sembra politicamente e direi oggi anche giuridicamente visti i recenti orientamenti della Corte Costituzionale,quasi improponibile.Mi riferisco a tutti coloro che percepiscono una pensione non commisurata ai contributi che hanno versato .O a certe forme di cassaintegrazione .Parliamoci chiaro:soldi "nuovi" per fare una misura del genere non ce ne sono,occorre rivedere il sistema e ritagliare da questa riforma un certo ammontare di denaro,oltretutto abbastanza cospicuo visto il gran numero di cittadini interessati.Rivedere i meccanismi significa togliere qualcosa a qualcuno,che  peraltro ce l'ha a termini di legge.Ma sarebbe un welfare piu egualitario:i troppi che non ricevono niente tolgono ai non  pochi che ricevono piu del dovuto.Comprenderà la difficoltà,intendiamoci,tutto ciò non significa che non valga la pena provarci almeno per interventi parziali".

"I primi beneficiari potrebbero essere i giovani,anche se non sono neanche loro quelli in maggior difficoltà perchè hanno la famiglia alle spalle mentre chi ha perso il lavoro a 40 o 50 anni con poche speranze di trovarne un altro e davvero solo.Ma garantire un reddito a tutti è impossibile.Con i giovani si potrebbe tentare intanto di impostare la loro situazione previdenziale in modo che sia chiaro che riceveranno la pensione sulla base dei contributi e poi si potrebbe dare loro un sussidio associandolo a uno dei programmi di training e apprendistato previsti dal Jobs Act.Con l'avvertimento che lo perderanno se non accetteranno s un'offerta di lavoro,ovviamente compatibile con il settore con cui stanno formando.Non è semplice: troppe volte negli altri Paesi si è visto qualcuno rifiutare il lavoro perchè la paga sarebbe stata inferiore al sussidio di disoccupazione.Succedeva prima della famose riforme Hartz di dieci anni fa anche in Germania".

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