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martedì 5 maggio 2015

ENRICO GUAZZINI:"Far crescere l'economia restando nell'euro"



E' senza dubbio interessante come proposta,rispetta i Trattati europei ,il problema è che l'Italia ha firmato Il Fiscal Compact e il Mes,questo vuol dire che stampi con una mano e tagli con l'altra.Non c'è via di uscita, hai voluto la bicicletta (Euro e UE) e ora pedala,l'unica soluzione è quella dell'Irlanda.

da IL MANIFESTO del 5 maggio 2015-Enrico Guazzini

Il fallimento della Grecia è un problema esclusivamente politico.Il debito greco è nelle mani della ex Troika che potrebbe ristrutturare/tagliare il debito greco come vuole.La Bce potrebbe garantire tutto il denaro che vuole avendo il monopolio dell'euro e potendo stampare moneta per coprire il debito greco,con un debito pubblico del 177% (rispetto al 130% prima della cura di austerità teutonica) è già un paese fallito,lo sanno tutti.Ed è fallito proprio a causa delle politiche imposte da Ue e Bce.Tutti sanno che la Grecia non può onorare i suoi debiti: ma ammetterlo è politicamente molto pericoloso.Se le trattive tra eurozona e Tsipras,come sembra,non andranno a buon fine,allora la Grecia non avrà piu euro e sarà costretta a emettere un titolo iou (i owe you),un titolo di debito),una moneta di emergenza,parallela temporanea,probabilmente valida per pagare le tasse,ma soggetta a forte svalutazione.Questa moneta servirà alla Grecia solo a dichiarare fallimento senza però uscire dall'euro.Sarà utile per garantire temporaneamente liquidità interna senza però che il governo Tsipras sia costretto a stampare Dracma,cioè senza abbandonare l'eurozona.A quel punto il cerino accesso passerebbe nelle mani di Fmi, Eurozona,Bce.Dovranno decidere se finalmente ristrutturare il debito a uno stato fallito, come è indispensabile ,o se invece dichiarare la Grecia fuori dall'euro.I "cattivi" però sarebbero loro, i governi dell'eurozona.A quel punto Tsipras potrebbe essere costretto suo malgrado a stampare Dracma ma non avrebbe la responsabilità della Grexit di fronte al mondo e al suo elettorato.
Completamente diversa la situazione italiana:noi non siamo uno stato fallito,non siamo in crisi di liquidità e di insolvenza,e il progetto di moneta complementare all'euro promosso in Italia da alcuni economisti ed intellettuali (tra gli altri anche Luciano Gallino e chi scrive),è molto diverso da quello greco.Per aumentare la domanda,strozzata dalla deflazione imposta da Bruxelles e Berlino,e quindi per far crescere l'economia,prevediamo che lo stato emetta a titolo gratuito Certificati di Credito Fiscale per un importo pari,in tre anni a 200 miliardi di euro.A differenza che in Grecia,e questa è una differenza sostanziale,ovviamente gli stipendi verrebbero pagati in euro,e i Ccf,in quanto titoli negoziabili e convertibili in euro,sarebbero aggiuntivi alla moneta unica,e non sostitutivi.I Ccf sono titoli statali che danno luogo a uno sconto fiscale alla pari, ma solo due anni dopo la loro emissione.Sono perfettamente legali secondo i trattati europei.Quindi,come in Grecia,i Ccf permetterebbero di creare liquidità e nuova moneta circolante senza abbandonare l'euro.
I 200 miliardi in Ccf verrebbero assegnati gratuitamente ai lavoratori in proporzione inversa al reddito,e anche alle aziende,in proporzione al numero di occupati.I Ccf verrebbero rapidamente convertiti in euro:le famiglie potrebbero fare ripartire i consumi e le aziende ritornerebbero a lavorare e ad assumere.Grazie al moltiplicatore sul reddito,il pil aumenterebbe subito di parecchi punti e i conseguenti ricavi fiscali coprirebbero il deficit pubblico che altrimenti si creerebbe con i Ccf.Grazie alla crescita del Pil aumenterebbe l'occupazione e diventerebbe finalmente sostenibile il peso del debito pubblico.

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