Anglotedesco

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mercoledì 6 maggio 2015

La Troika e i diritti umani (di Luciano Gallino)




La gestione della crisi nell'Ue ha condotto massicce violazioni dei diritti umani.Inoltre il modo in cui le crisi sono state gestite ha esposto una serie di buchi neri quando si tratta di individuare le responsabilità per la violazione di diritti umani".Lo ha scritto di recente una giurista del Centro per lo Studio dei Diritti Umani della London School of Economics,Margot E. Salomon.
Allo scopo di portare la Commissione,la Bce e il Fmi davanti alla Corte di Giustizia dell'Unione Europea,o alla Corte penale internazionale,e perchè no qualche governo europeo,affinchè rispondano alle violazioni dei diritti umani.Le ristrettezze inflitte alle popolazioni Ue sarebbero state necessarie a causa della crisi finanziaria,l'urgenza di migliorare lo stato dei bilanci pubblici, il dovere degli stati debitori di ripagare i creditori.
Le violazioni dei diritti umani ,anche se comprovate,sarebbero state necessarie lo stato dei bilanci pubblici,il dovere degli stati debitori di ripagare i creditori.La violazione dei diritti umani,anche se comprovate,sarebbero quindi giustificate dalla situazione di emergenza,ovvero dallo "stato di eccezione" in cui versa o versava l'intera Ue.Tuttavia se si accetta questo punto di vista,ha scritto un altro giurista (Paul Kirchof),l'Europa intera, quale comunità fondata sul primato della legge,sarebbe privata della sua ragion d'essere.
L'effetto sarebbe che nessun Capo di Stato o Ministro o membro del parlamento potrebbe intraprendere azioni vincolanti che riguardassero i cittadini,poichè il loro mandato ha una base legale:però la legge non esisterebbe piu.Per cui il sistema legale europeo non può cedere il passo dinanzi a un presunto stato di emergenza,conclude il rapporto di Brema,ovvero non può che un sistema di competenze legali sia soppianto da pratiche considerazioni politiche.
Il principale strumento utilizzato nella Ue per imporre a un paese dure politiche di austerità ha preso in genere forma di un "memorandum di intesa" (sigla inglese Mou),un documento che elenca in modo ossessivamente dettagliato le decurtazioni che un paese deve effettuare alla propria spesa pubblica per potere ottenere determinate concessioni dalla Troika.
Se le istituzioni della Ue e i loro dirigenti fossero riconosciuti responsabili dell'una o dell'altra Corte europea di violazione dei diritti umani e delle estese sofferenze che hanno provocato,non correrebbero certo il rischio di serie penalità.


Da LA REPUBBLICA del 4 maggio 2015.pezzo di articolo di Luciano Gallino


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