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lunedì 4 maggio 2015

L'Irlanda comincia a risollevarsi.Capito Alberto Bagnai?



Ringrazio il signor Bagnai per avermi bloccato su Twitter, la domanda:"Senza la crisi e l'euro,quanti libri venderesti?" gli ha dato fastidio.
Anche il professor Alberto Bagnai pensa alla crescita infischiandosene se non favoriranno i ceti medio-bassi sopratutto la classe operaia.Allora caro Alberto, la ricetta giusta è quella dell'Irlanda cioè un bel taglio alla spesa pubblica.Quello che proponi tu nel libro L'ITALIA PUO' FARCELA, è pura fantascienza, è come se un giornalista sportivo spiegasse ai tifosi dell'Empoli come si può vincere lo scudetto


da LE TEMPS-Mathilde Farine (traduzione Internazionale)

Il vento è ancora gelido ad aprile,ma non è un ostacolo per i dipendenti delle multinazionali che lavorano negli edifici davanti alle banchine del Grand canal di Dublino.E se nella capitale irlandese ,scelta da Facebook,Google e altri giganti di internet per le loro sedi europee,la primavera tarda ad arrivare ,in compenso è cominciata la ripresa.Le multinazionali non sono le uniche ad approfittare della congiuntura favorevole,le aziende irlandesi piu attive nell'esportazione stanno beneficiando della ripresa nel Regno Unito e negli  Stati Uniti .Il calo del prezzo del petrolio e il deprezzamento dell'euro rispetto alla sterlina e al dollaro hanno stimolato il pil,trainato dal settore farmaceutico da quello alimentare e dall'high-tech.
Nei prossimi mesi l'economia irlandese tornerà ai livelli del 2007,poco prima dello scoppio della crisi che ha travolto molte banche,salvate dall'intervento dello stato.Nel 2014 il pil è aumentato del 4,8% e,secondo le previsioni del FMI,quest'anno la crescita arriverà al 3,9%,confermando l'economia irlandese come la piu vivace d'Europa dopo anni di recessione.
Ian Martin, però, è tra coloro per cui il vento non è ancora cambiato.La sua piccola  azienda,con sede nel "distretto degli affari" di Bluebell,una zona industriale alla periferia di Dublino,fornisce prodotti per le pulizie e per il primo soccorso.L'imprenditore ha dovuto faticare molto per sopravvivere alla crisi,che gli ha fatto perdere il 30% del volume d'affari.Nel distretto se aziende su venti sono fallite.Quelle ancora in piedi "devono lavorare molto piu che in passato senza ricavarne nulla".Martin ha dovuto licenziare cinque dei suoi 22 dipendenti e ha abbassato per due volte i salari."E' stato difficile,ma i dipendenti hanno capito che così avrebbero potuto mantenere il posto di lavoro,al contrario di molte persone qui intorno",spiega l'imprenditore.Di recente,comunque,è riuscito a  riassumere un dipendente."Le piccole imprese non avvertono i segnali di ripresa",conferma a Noonan,che dirige una società immobiliare con dieci dipendenti nel suo nuovo ufficio nel centro di Dublino l'imprenditore non ha ancora finito di disfare gli scatoloni.Si fa fatica a ripartire anche perchè non è semplice accedere alle fonti di finanziamento."Da una fase di esuberanza irrazionale le banche sono passate a una di paura irrazionale",osserva Noonan,che parla ancora di una fase di transazione per il paese.Dalla piena occupazione nel 2007 l'Irlanda è passata nel 2011 a un tasso di disoccupazione del 15%.Quest'anno dovrebbe scendere sotto la soglia del 10%,cioè sotto la media  Europea,ma ci vorranno ancora anni per tornare al livello antecedente alla crisi.E finchè l'occupazione non si sarà ripresa del tutto e i salari non torneranno a crescere,il punto debole resteranno i consumi.Secondo Kienan McQuinn,professore dell'Istituto di ricerche economiche e sociali di Dublino,è normale che la ripresa non sia uguale in tutti i settori,perchè "lo shock è stato di una violenza terribile e la maggior parte degli irlandesi ancora ne risente.

Sopratutto fuori da Dublino.Lo testimoniano i prezzi degli immobili,che negli ultimi anni si sono dimezzati e che per il momento stanno risalendo solo nella capitale.Nonostante le difficoltà,comunque,sono pochi quelli che si lamentano dell'austerità."Gli irlanesi sono pragmatici dice Paul,un impiegato della pubblica amministrazione che ha subito una riduzione dello stipendio."Scioperare per il taglio dei salari avrebbe comportato il rischio di non essere pagati affatto,quindi che senso aveva? Man mano che la situazione migliora,però, le rivendicazioni diventeranno piu insistenti.Alcune misure,come la tassa sull'acqua,cominciano a essere contestate."Non eravamo nella stessa situazione di altri paesi europei in crisi.Abbiamo avuto una bolla,ma i fondamentali dell'economia erano in buono stato",precisa McQuinn.Prima del salvataggio delle banche,il debito pubblico ammontava solo al 26% del pil,mentre  oggi supera il 100%."L'Irlanda può crescere piu rapidamente rispetto al resto dell'Europa perchè dispone di una manodopera giovane,ben istruita,piu produttiva e perchè ha potuto tenere bassa la pressione fiscale sulle imprese",conclude McQuinn".

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