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mercoledì 3 giugno 2015

Il sociologo Aldo Bonomi:"Renzi non ha capito le vittime della crisi"



Tutti questi commenti contro Renzi li condivido però mi farebbe piacere che questi sociologhi,intellettuali e professori avessero il coraggio di criticare coloro che hanno svenduto l'Italia alla grande finanza, ai grandi colossi bancari cioè Massinmo D'Alema, Visco ,Amato Draghi.Renzi sta solo obbedendo.

da IL MANIFESTO del 3 giugno 2015-Il sociologo Aldo Bonomi risponde alle domande di Roberto Ciccarelli

"Renzi e i suoi non vedono i processi profondi che aumentano potentemente il leghismo-forzista,quella mistura di nazionalismo e xenofobia razzista che ha portato Salvini ad essere secondo partito in Toscana,ad avanzare in Umbria e Marche,a far vincere tutti in Liguria, a stracciare la Moretti con Zaia in Veneto.Non dicono nulla sull'astensionismo e sulla disaffezione verso la politica che già erano emerse nelle regionali in Emilia-Romagna e domenica scorsa sono esplosi. Il campanello d'allarme doveva suonare dopo la scarsa affluenza alle primarie del Pd in Veneto.Non l'hanno sentito.Il Pd deve ricominciare a parlare con quella parte dei distretti produttivi in difficoltà anche dell'Italia di Beccatini e Foà che raccontavano il metal mezzadro alla Merloni di Fabriano che oggi,con la crisi di Whirpool, è in grande difficoltà.Anche l'Italia borghigiana,quella sintesi di agricoltura,paesaggio,manutenzione del territorio,forme civiche di partecipazione,è stata un tema della campagna elettorale in Liguria.Il migliore interprete è stato il M5S,non Raffaella Paita".

"La storia degli 80 euro succede quando si destruttura tutto ciò che sta in mezzo:la rappresentanza degli ultimi,dei pensionati,dei senza casa,i sindacati,il commercio o gli artigiani.Questo spazio vuoto lo devi riempire altrimenti qualcun altro lo fa al posto tuo.Il presidente del Consiglio non ha una visione della società di mezzo.La sua parola d'ordine è una sola:rottamare e modernizzare dall'alto.Ma si deve porre il problema della ricostruzione,altrimenti rischia di restare sotto le macerie.Questo avviene quando le elezioni riguardano la dimensione intermedia".

"Le migrazioni sono processi drammatici ma intelligenti.Con la crisi hanno registrato un rallentamento.Purtroppo in Italia non abbiamo una memoria storica di questi processi e dimentichiamo che sono compatibili con la nostra società.L'Europa è indifferente e non adotta l'unica soluzione possibile:creare corridoi umanitari per i profughi.Salvini sfruitta la sindrome dell'invasione.La prima lì'abbiamo già vista nel 1991 con la fuga di massa dall'Albania.Il secondo funziona da sempre:basta un fatto di cronaca su un Rom venduto sul mercato della politica e scatta la caccia al capro espiatorio".

"Landini sta affrontando la vera questione:la crisi di una societùà di mezzo.Condivido quando dice di non volere fare un partito politico,lui sta cercando di mettersi in relazione con il mutamento della composizione sociale.In Italia esiste un'enorme domanda di rappresentanza pre-politica.Il suo simbolico rivolgersi a Gino Strada e Don Ciotti è una metafora sociale che invita il sindacato ad occupare uno spazio abbandonato,quello della povertà.E dei lavoratori poveri.Il sindacato deve innovarsi confrontandosi con tutti i problemi del lavoro autonomo e dell'innovazione.E' un segnale importante che tutto il sindacato non dovrebbe  farlo Renzi che li guarda dall'alto,con una pura logica politica,definendo tutto questa minoranza della minoranza".

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