Anglotedesco

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mercoledì 24 giugno 2015

JURGEN HABERMAS:"Basta far decidere alle banche!"




Anche il noto filosofo Jurgen Habermas dice cose iuste sullo strapotere delle banche e il resto.Ma faccio la solita domanda:come mai solo adesso si capisce che questa è un'Europa comandata dai grandi colossi bancari?

da LA REPUBBLICA del 23 giugno 2015

"La recente sentenza della Corte di Giustizia europea getta una luce impietosa su un errore di fondo della costruzione europea:quello di aver costituito un'unione monetaria senza un'unione politica.Tutti i cittadini dovrebbero essere grati a Mario Draghi,che nell'estate 2012 scongiurò con un'unica frase le conseguenze disastrose dell'incombente collasso della valuta europea:aveva tolto la patata bollente dalle mani dell'Eurogruppo annunciando la disponibilità all'acquisto di titoli di Stato senza limiti quantitativi in caso di necessità un salto in avanti cui l'aveva costretto l'inerzia dei capi di governo,paralizzati dallo shock e incapaci di agire nell'interesse comune dell'Europa,aggrappati com'erano ai loro interessi nazionali.I mercati finanziari reagirono positivamente a quel'unica frase,benchè il capo della Bce avesse simulato una sovranità fiscale che non possedeva,dato che oggi come ieri,sono le banche centrali degli Stati membri a dover garantire i crediti in ultima istanza".

"La Germania deve lo slancio della sua ascesa economica,di cui si alimenta tutt'ora,alla saggezza delle nazioni creditrici,che nell'accordo di Londra del 1954 le condannarono la metà circa dei suoi debiti.Ma non si tratta qui di scrupoli moralistici bensì di un punto politico essenziale:le èlite della politica europea non possono piu nascondersi ai loro elettori,eludendo le decisioni da prendere a fronte dei problemi creati  dalle lacune politiche dell'unità monetaria.Devono essere i cittadini,e non i banchieri,a dire l'ultima parola.Sulle questioni essenziali per il destino dell'Europa.E davanti all'intorpidimento post-democratico di un'opinione pubblica tenuta ove possibile lontano dai conflitti,ovviamente anche la stampa dovrà fare la sua parte.I giornalisti non possono continuare a inseguire come un gregge quegli arieti della classe politica che li già li avevano ridotti a fare da giardinieri". 


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