Anglotedesco

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venerdì 19 giugno 2015

ZYGMUNT BAUMANN:"La soluzione? Unire e non dividere




Ammiro da sempre Zygmunt Bauman e sono d'accordo su quasi tutto sopratutto quando parla delle sinistre.Ormai non esistono piu quelle che si occupano della classe operaia,si sono inchinate al capitalismo finanziario.
Comincio ormai ad  avere le scatole piene nel continuare a guardare i migranti come il problema principale, è in atto un vero e proprio disordine mondiale come scriveva ad inizio 2000 Joseph Ratzinger nel suo libro che fecero togliere dalla circolazione in breve tempo.Tutti scappano, chi per le guerre e chi per la situazione economica.

da LA REPUBBLICA del 15 giugno 2015-Zygmunt Bauman risponde alle domande di Wlodek Goldkorn

"Il volume e la velocità dell'attuale onda migratoria è una novità e un fenomeno senza precedenti.Non c'è motivo di stupirsi che abbia trovato i politici e i cittadini impreparati: materialmente e spiritualmente.La vista migliaia di pensioni sradicate accampate alle stazioni provoca uno shck morale e una sensazione di allarme e angoscia,come sempre accade nelle situazioni in cui abbiamo l'impressione che "le cose sfuggono al nostro controllo".Ma a guardare bene i modelli sociali e politici con cui si risponde abitualmente alle situazioni di "crisi", nell'attuale "emergenza immigrati",ci sono poche novità.Fin dall'inizio della modernità fuggiaschi dalla brutalità delle guerre dei dispotismi,dalla vita senza speranza,hanno bussato alle nostre porte.Per la gente da qua della porta,queste persone sono sempre state "estranei","altri".

"Il motivo per la quale abbiamo paura è perchè sembrano spaventosamente imprevedibili,nei loro comportamenti,a differenza delle persone con cui abbiamo a che fare nella nostra quotidianità e da cui sappiamo cosa aspettarci.Gli stranieri potrebbero distruggere le cose che ci piacciono e mettere a repentaglio i nostri modi di vita.Degli stranieri sappiamo troppo poco per essere in grado di leggere i loro  modi di comportarsi,di indovinare quali sono le loro intenzioni e cosa faranno domani.La nostra ignoranza su che cosa fare in una situazione che non controlliamo è il maggior motivo della nostra paura".

"Gli immigrati ci ricordano in un modo irritante,quanto sia fragile il nostro benessere,guadagnato,ci sembra,con un duro lavoro.E per rispondere alla questione del capro espiatorio:è un'abitudine,un uso umano,troppo umano accusare e punire il messaggero  per il duro e odioso messaggio di cui è il portatore.Deviamo la nostra rabbia nei confronti delle elusive e distanti forze di globalizzazione verso soggetti per così dire "vicari" ,verso gli immigrati,appunto".

"Non ci sono piu quartieri degli operai,mancano le istituzioni e le forze di aggregazione dei lavoratori.Ma sopratutto,la sinistra, o l'erede ufficiale di quella che era la sinistra,nel suo programma ammicca alla destra  con una promessa:faremo quello che fate voi,ma meglio.Tutte queste reazioni sono lontane dalle cause vere della tragedia cui siamo testimoni.Sto parlando infatti di una retorica che non ci aiuta a evitare di inabissarli sempre piu profondamente nelle torbide acque dell'indifferenza della mancanza dell'umanità.Tutto questo è il contrario all'imperativo  kantiano di non fare ad altri ciò che non vogliamo sia fatto a noi"

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