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venerdì 31 luglio 2015

Gli errori di Tsipras




Quando Alexis Tsipras ha vinto le elezioni,a gennaio, aveva due opzioni.La prima era compattare le forze europeiste,cioè i socialisti del Pajok e i riformisti di To Potami,in un esecutivo che potesse lavorare con le istituzioni europee per correggere gli errori del passato e avviare un percorso di riassestamento economico e sociale.Dal punto di vista degli equilibri politici europei il momento era propizio.Il primo ministro greco,invece,ha scelto di formare un governo attento sopratutto alla sovranità nazionale.E di allearsi con la destra nazionalista ed euroscettica dell'Anel,che in cambio del suo appoggio ha ottenuto il ministero della Difesa e uno dei tabù piu vergognosi che Syriza ha mantenuto durante i negoziati:il rifiuto di tagliare il budget della difesa,che in percentuale sul pil è doppio rispetto a quello degli altri paesi europei,il programma politico di Syriza è stato articolato intorno al recupero della sovranità intaccata dalla Troika,mentre quello economico ha cercato di denunciare l'insostenibilità del modello dominante nell'eurozona,basato sul contenimento del deficit,il taglio delle spese e le liberalizzazioni.
Questa strategia,con le sue provocazioni rivolte alla Germania,il corteggiamento alla Russia e una tattica negoziaale che ha intaccato la fiducia reciproca, ha portato al suicidio di Tsipras e a un peggioramento dell'economia greca.Agli storici spetterà il compito di spiegare come un uomo arrivato al potere con una grande autorità morale,garantita dagli errori fatti dall'eurogruppo e dai suoi predecessori,abbia potuto scegliere sempre la strada sbagliata.Tsipras e il suo ex ministro delle finanze,Yanis Varoufakis ,sembrano aver avuto un unico obiettivo: dimostrare che l'euro è progettato male, che l'austerità non funziona,che il debito è impossibile da rimborsare e che l'Unione distrugge la democrazia e i diritti sociali sono idee molto discutibili,nel senso buono del termine.Ma,come abbiamo visto in questi mesi,dibattito ideologico e azione di governo sono due cose diverse.
Alla fine Tsipras è rimasto solo,e insieme a lui sono rimasti solo igreci.Perchè.nonotante gli elogi dei nazionalisti e l'innalzamento di Tsipras a eroe dell'antieuropeismo,quello di cui avevano bisogno Marine Le Pen,Vladimir Putin,il britannico Nigel Farage o l'ungherese Viktor Orban ,era solo un martire.Nessuno di loro muoverà un dito per salvare i greci.
A causa dei suoi errori e dei suoi dogmi,Tsipras si è cacciato in un vicolo cieco e si è trovato di fronte a una scelta impossibile: accettare l'uscita volontaria e temporanea dall'euro,ma non dall'Unione,come suggerito dalla Germania,o trasformare il governo di Syriza,che in teoria avrebbe dovuto restituire dignità al Paese, nell'amministratore di un protettorato dell'eurozona,come impone l'accordo raggiunto.La prima opzione avrebbe significato sopportare l'umiliazione dell'espulsione dall'euro in cambio della dignità di potersi governare da soli; la seconda significa accettare di essere governati dall'esterno in cambio della remota possibilità di un miglioramento dell'economia nazionale.
A questo punto resta da capire se Tsipras ha accettato le condizioni dell'accordo perchè vuole davvero provare ad applicare questo devastante pacchetto d'austerità e riforme,o se lo ha fatto solo perchè sa anche il terzo piano di salvataggio sarà un fallimento così clamoroso e si porta dietro così tanta frustrazione da rappresentare l'inizio di  una nuova fase di incertezza.

JOSE' IGNACIO TORREBIANCA,EL PAIS -Traduzione l'INTERNAZIONALE

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