Anglotedesco

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Secondo voi chi fa piu danni all'Italia Draghi o Berlusconi?

lunedì 6 luglio 2015

Il giorno dopo il referendum greco.Paul De Grauwe e James Galbraith



PAUL DE GRAUWEE:

"Certo,qualche preoccupazionwe il voto lo genera,ma nel complesso vedo davorevolmente la vittoria del "no" perchè rende possibile la ripartenza del negoziato su basi piu equilibrate.Finora le trattative erano condotte in modo troppo asimmetrico ,con la Grecia sul banco degli imputati e nessuna volontà,almeno in apparenza,di porre fine alla micidiale e immotivata austerity che ha messo in ginocchio il Paese.Questo voto dovrà servire da sprone per riconsiderare la situazione su basi piu realistiche partendo da un semplice quanto accurato presupposto:la Grecia,che ha  già fatto molte riforme e fin troppi sacrifici,ha bisogno di un'iniezione di denaro per poter ripartire.Però attenzione che non sia,come nel passato,denaro che con un bizzarro percorso circolare finisce nelle tasche delle banche e non del popolo greco.Le banche,così come gli altri creditori compreso l'FMi,devono rinunciare per un tempo abbastanza lungo alle loro spettanze,e la Bce deve riprendere a finanziare l'economia greca: potenziando le forniture d'emergenza e riattivando l'acquisto dei bond greci come garanzia per il rifinanziamento  del paese.E' il cosidetto "waiven",cioè l'eccezione alla regola che vieterebbe alla Bce di comprare titoli con un rating insufficiente.Se la sono data da soli questa regola,così come è arbitraria l'esclusione della Grecia dal quantitative easing.Sono tutte manovre strumentali,non previste da nessun trattato,che la Bce,eccedendo dal proprio ruolo,ha intrapreso su suggerimento dei governi piu intransigenti".

JAMES GALBRAITH:

"La risposta del popolo greco era l'unica possibile.Pensare che il popolo volesse continuare a piegare la testa di fronte a una politica ingiusta,sbagliata e vessatoria,era una follia.Ora  speriamo che tanto per cominciare il FMI e BCE si facciano da parte e tornino a fare il loro mestiere.La BCE è nata esclusivamente per vigilare sulla stabilità monetaria,non per seminare instabilità e sofferenza,e spero che Mario Draghi tornando a casa la sera ora ritrovi la dignità per  guardare in faccia i suoi figli.E' imperdonabile aver centellinato i fondi d'emergenza alle banche greche quando queste fanno ancora parte a pieno titolo dell'eurosistema.Devono trovare l'articolo statuario che impone di comportarsi così a mostrarmelo.Non è stato un voto contro l'euro,come si erano improvvisamente affrettati a dichiarare Holande,Merkel,Juncker,Renzi.Questi leader trovino finalmente la statura necessaria per affrontare una situazione così grave,che può avere solo una risposta politica e non può essere demandata alle istituzioni tecniche.Ora si deve tornare subito a trattare su una base finalmente chiara: i greci sono disponibili a fare concessioni,ma vogliono almeno che gli venga riconosciuto il diritto di essere loro a stabilire come articolare  il programma,una volta fissati concordamente gli obiettivi.La verità è che l'establishment europeo ha cercato di liberarsi di Syriza,e ha confidato che il popolo greco accettasse questa via.Ma il popolo ha reagito con immensa dignità e coraggio".

da LA REPUBBLICA del 6 luglio 2015

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