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domenica 5 luglio 2015

ISIS.Intervista al magistrato dell'Antiterrorismo




Ormai dei trattati europei,dell'euro, ho imparato tutto,ora mi dedicherò alla lettura dei libri sull?isis.Già ad aprile ho cominciato con lo splendido libro scritto da Anna Erelle:"NELLA TESTA DI UNA JIHADISTA" e il prossima sarà quello di domenico uirico:"IL GRANDE CALIFFATO".
Tutto questo è sicuramente legato all'argomento economia ,c'è una situazione drammatica (ceti medio-bassi)in ogni angolo del mondo e questo ti spinge a metterti l'uno contro l'altro.


da IL SECOLO XIX -Anna Canepa, magistrato della procura nazionale antimafia e antiterrorismo, risponde alle domande di Matteo Indice

"Sostenere lo stato islamico,anche soltanto con il progetto concreto di entrarvi (la famiglia Sergio aveva messo in vendita i mobili di casa e preparato i passaporti ndr) significa automaticamente sostenere il terrorismo e i crimini contro l'umanità.Il comportamento dell'Isis,che si dà come missione l'attacco ad altri stati con le modalità che sono sotto gli occhi di tutti,è terrorismo.Perciò credo che quegli arresti siano giustificati,sebbene l'aspetto secondo me piu importante dell'indagine sia un altro."

"Si dimostra senza ombra di dubbio il carattere transnazionale dell'arruolamento,un'attività in atto contemporaneamente verso piu nazioni.Si palesa quindi l'urgenza di armonizzare la legislazione in materia fra i vari paesi, in primis la definizione di "finalità terroristica".

"Sui reati di opinione occorre essere cauti.Ripeto:stiamo attenti a non arretrare dalla nostra civiltà giuridica,non dimentichiamoci da dove veniamo,la Costituzione fu comcepita dopo che l'Italia visse sotto dittatura fascista".

"La nuova direzione nazionale antiterrorismo fa parte della Procura nazionale antimafia e ne capitalizza le esperienze positive,in primis con una banca dati centralizzata su tutte le indagini in corso in Italia.Le organizzazioni terroristiche sono assimilabili alle associazioni mafiose.E per contrastarle vanno utilizzati gli strumenti giuridici usati contro la criminalità organizzata".

"Non dobbiamo arretrare,ma rendere piu efficace il contrasto.Le intercettazioni preventive sono uno strumento legale se autorizzate da un pubblico ministero,e non hanno valore processuale.Possono rilevare notizie di reato e il loro contenuto va successivamente distrutto.Così si contemperano le diverse esigenze delle persone,in materia di sicurezza e privacy personale.Giuliano Delnevo,morto per combattere in Siria:evidentemente certi contatti erano arrivati anche qui".

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