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mercoledì 29 luglio 2015

LUCIANO GALLINO: "Il Jobs Act è una bufala neoliberista"



Analisi perfetta del professor Gallino sul Jobs Act.Inutile, bisogna portare il modello americano in Italia e in Europa: società spaccata in due:benessere e ogni ben di dio da una parte,sofferenza,lavoro precario e basso potere d'acquisto dall'altra.
I dati danno ragione a Gallino:con il Jobs Act  sono piu i nuovi disoccupati che gli occupati, tra l'altro per la gran parte con lavori part time.

da IL FATTO QUOTIDIANO del 28 luglio 2015-Luciano Gallino risponde alle domande di Virginia Della Sala

"Ci vuole una premessa:il FMI è specializzato nel denunciare disastri  che contibuisce a generare appoggiando politiche di austerità"

"Jobs Act è una riforma sbagliata perchè lega l'occupazione alle decontribuzioni per le aziende.Ma intanto riduce le tutele sociali.Si assume per licenziare piu facilmente.Si assume a codizione di poter fare dell'assunto ciò che si vuole,come mandarlo a lavorare a 500 km di distanza.Si assume su vincolo che dura tre anni,quello delle decontribuzioni,e che è destinato ad esaurirsi,tutto cambia del lasciare tutto com'è o addirittura,per peggiorare la situazione.E questo sistema,seppur dovesse creare qualche beneficio,è destinato ad esaurirsi per le sue stesse debolezze.Ne si può pensare che siano solo le aziende a creare occupazione".

"C'è bisogno di una ricetta robustamente keynesiana:quando ci sono gli squilibri sul mercato del lavoro e disoccupazione,bisogna agire sulla domanda aggregata:lo Stato deve intervenire e fare in modo che aumentino i livelli di produzione e quindi anche di occupazione.Proprio  come è accaduto nel 1933"

"Non si risolvono i problemi con metodi neoliberisti di governi che amano giocare con numeri ,decimali e calcolatrice.Non è così che si misurano il lavoro,la crescita e lo sviluppo di un Paese.Quella è propaganda,che di sicuro non costruisce il futuro.Dal 1994,riforma dopo riforma,non è cambiato nulla.Treu,Berlusconi ,Sacconi.Veri massacri per avviare al prodotto di oggi:la disoccupazione media al 13%,quella giovanile oltre il 40.Tra vent'anni il prodotto delle riforme di oggi sarà la previsione del FMI".

"In Italia c'è anche il problema del debito pubblico.Come si può pensare che uno stato sia in grado di riformarsi in modo strutturale se il suo debito pubblico aumenta a ritmo di 100 miliardi l'anno? Se deve pagare gli interessi,come può investire sul lavoro? Allora fa scelte inverse.Taglia 10 miliardi sulla  sanità,taglia la ricerca,taglia sulla formazione.Si inventa che ci sono troppi assunti nella pubblica amministrazione.Le dirò:in Francia i dipendenti pubblici sono molti di piu di quelli italiani".

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