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venerdì 3 luglio 2015

THOMAS PIKETTY: "L'unica soluzione è la ristrutturazione del debito"




Prosegue la mia raccolta di interviste ai piu grandi esperti di economia del pianeta e su quello che pensano sulla situazione greca in vista del referendum di domenica prossima.
Sarebbe un grave errore se il FMI o il governo tedesco pretendessero da Atene misure fiscali piu severe rispetto a quelle proposte il 22 giugno dal governo greco.In realtà alcuni dei provvedimenti fiscali inclusi in quel piano sono controproducenti.Invece di essere uno strumento per ridistribuire equamente la ricchezza,le  nuove tasse avranno un impatto orizzontale,colpendo diversamente chiunque contribuisca all'economia reale del paese l'insistenza del governo nel difendere il settore pubblico e il suo rifiuto di affrontare il problema principale,cioè la riforma della previdenza sociale,sono sfociati in una devastante aumento delle tasse.Questo approccio potrà anche piacere agli elettori di Syriza,ma sta danneggiando l'economia greca.Se i creditori internazionali avanzano nuove pretese,la Grecia avrebbe grosse difficoltà a evitare un ulteriore scivolamento nella recessione".

da LA REPUBBLICA del 3 luglio 2015-Thomas Piketty risponde alle domande di Anais Ginori

"Sbaglia chi crede che l'espulsione di un Paese sarà un modo per disciplinare e stabilizzare l'eurozona.Quelli che pensano così sono degli apprendisti stregoni.Siamo vicini alla catastrofe,il Grexit significa aprire un vaso di pandora.' un errore drammatico,storico:non alcuna strada che la ristrutturazione del debito".

"Il piano proposto dai creditori provocherà recessione ,quindi se dovessi pensare solo al bene della Grecia,la risposta dovrebbe essere chiaramente no.Ma vedendo la violenza della minaccia di espulsione dall'eurozona preferita dagli  europei e la politica di asfissia della Bce,capisco che molti greci siano tentati dal votare si".

"Sono convinto che le minacce dell'Europa non siano davvero credibili:qualsiasi sia l'esito del referendum,i Paesi europei dovranno rassegnarsi a sedersi di nuovo al tavolo dei negoziati con il governo di Atene"

"Nel 2012,i dirigenti europei avevano promesso di impegnarsi su una ristrutturazione del debito greco appena il Paese fosse stato in una soluzione di avanzo primario del bilancio statale.Nel 2014 il governo greco ha ottenuto questo risultato ma i dirigenti europei hanno tradito la loro promessa.E' questo tradimento che ha provocato a dicembre la caduta dell'esecutivo e poi l'arrivo al potere di Syriza nel gennaio scorso".

"Le conseguenze di un eventuale Grexit sarebbero negative per tutti è il motivo per cui Renzi e Hollande dovrebbero prendere piu apertamente posizione contro un Grexit e indicare una via d'uscita dalla crisi:bisogna convocare una conferenza che permetta di avviare la ristrutturazione dell'insieme dei debiti pubblici del passato per poter investire sul futuro.La Germania,che non ha mai rimborsato i suoi debiti durante il xx secolo,potrebbe prendere ispirazione dalla propria storia.E poi creare un parlamento dell'eurozona con rappresentanti delle camere nazionali in proporzione alla popolazione di ogni Paese,che possa regolare in modo democratico il livello prefissato di deficit e investimenti pubblici,avendo anche la supervisione dell'unione bancaria di stabilità.La crisi ha dimostrato l'opacità e l'inefficacia delle attuali istituzioni europee".


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