Anglotedesco

Anglotedesco

Secondo voi chi fa piu danni all'Italia Draghi o Berlusconi?

domenica 12 luglio 2015

Uber odiata dai tassisti ma amata da Wall Street...




Il mondo  è comandato da Wall Street e dunque se Uber ha la sua benedizione...presto tornerà piu agguerrita di prima.Bisogna precisare alcune cose sull'articolo di Ferraris.Non è vero che chi solo ha la patente può guidare una macchina di Uber,per superare la prova per essere ammesso non devi avere precedenti penali, non devono averti mai ritirato la patente e la macchina non deve avere piu di 8 anni.
Sempre su Panorama Benedetta Arese Lucini ,general manager Uber Italia,dice:

"Ricerche ci raccontano cambiamenti su come si sta trasformando la mobilità:le nuove generazioni pensano all'auto come un servizio e non piu come un bene.Le nuove tecnologie rendono possibile la condivisione di un bene offrendo un servizio e non piu come un bene offrendo un servizio a chi non ne possiede e a chi decide di mettere a disposizione il proprio.E' stato stimato che un'auto costa al consumatore circa 7.000 euro all'anno,con la stessa cifra si potrebbe viaggiare anvche 80 volte al mese,3 al giorno,su un mezzo alternativo e condiviso.Queste sono tutte tendenze che Uber ha intercettato.Rispondiamo anche alle necessità delle città:in Italia ad esempio ci sono 40 milioni di auto, dimezzandole si libererebbero circa 180 milioni di metri quadrati, spazi verdi che potrebbero essere restituiti alla comunità.E' proprio il nostro obiettivo,togliere le auto dalle strade per città piu accessibili,a renderci tanto appetibili".
Se poi consideriamo che nelle nove maggiori città italiane ci sono 21.600 fra taxi e noleggi con conducente,quindi neppure tra ogni mille abitanti, è chiaro che un mercato liberalizzato rappresenterebbe una risorsa per tutti gli operatori del settore".


da PANORAMA 08/07/2015-articolo di Gianluca Ferraris

Sotto pressione per le proteste dei taxisti i contenziosi legali in tutto il mondo,Uber tecnologies prova a rompere l'accerchiamento e pianifica il suo sbarco in borsa,che secondo alcuni osservatori potrebbe avvenire fra l'ultimo trimestre del 2015 e la prima metà del 2016,verosimilmente a Wall Street.E' un pericolo decisamente caldo per la società californiana che controlla l'omonima app di prenotazione vetture con autista,e che all'inizio di giugno ha festeggiato il suo quinto compleanno.
La tensione è molto alta in Francia ,dove Parigi è stata  messa a ferro e fuoco giovedi 25 giugno dai taxisti che protestano contro il servizio UberPop,attraverso il quale ogni cittadino dotato di patente può in pratica trasformarsi in autista.Un servizio vietato dal governo francese ma che l'azienda ha invece continuato a offrire in attesa di una sentenza della magistratura.
La crescita degli avversari di Uber,tuttavia,è proporzionale a quella della valutazione societaria,che continua a raccogliere capitali d'investimento e ha ormai raggiunto,in base alle stime degli analisti,una capitalizzazione benchè virtuale,di quasi 50 miliardi di dollari,a fronte di un fatturato che al 31 dicembre 2014 superava di poco i 400 milioni.Il tutto in soli sessanta mesi di attività,troppo pochi per non far gridare al rischio bolla 2.0 .
Per dare un termine di paragone,Facebook nei primi 5 anni trascorsi dalla sua nascita era arrrivata a una valutazione di 16 miliardi,Twitter non superava i 9, l'E-comerce cinese Alibaba si era spinto al massimo a 36.Restando alle società internettiane non ancora quotate,Airbnb e Dropbox,coetanee di Uber,potrebbero raggranellare sui listini,secondo Bloomberg,non piu di dieci miliardi a testa.
Di sicuro non sentono puzza di bruciato i numeri degli investitori istituzionali che hanno pompato cash nelle casse di Uber nelcorso degli ultimi dodici mesi,e che sono allo stesso tempo causa ed effetto del su irrobustimento.
Qualche nome? Google, Ventures,Black Rock, Firts Round Capital e Goldman Sachs.Senza dimenticare l'Asia,dove il gestore di fondi Hedge cinesi Hillhouse ha il mandato di piazzare bond convertibili in azioni (a un prezzo scontato rispetto a quelllo di una potenziale Ipo) per oltre un miliardo di dollari.
Ecco perchè forse non si tratta,almeno non soltanto,di bolla speculativa a spingere in alto le stime c'è infatti un'oggettiva potenzialità di crescita del business di Uber,esportabile su scala mondiale senza necessità di grandi adeguamenti tecnologici e perfetta per invadere i mercati emergenti,con le loro taxi scassati non proprio adatti a traghettare i nuovi ricchi.Senza contare le possibili estensioni del servizio ad altre categorie collaterali  (in uno degli ultimi incontri con gli investitori si è parlato di elicotteri,ma anche di car sharing).
Anche se Uber non ha ancora parlato ufficialmente di quotazione,l'ipotesi piu credibile è che entro meno di un anno possa essere collocato tra il 25 e il 55% del capitale,equamente diviso fra la quota degli investitori piu esposti e quella (poco meno di un quarto del totale) ancora in mano a fondatori e dipendenti della prima ora.


Nessun commento:

Posta un commento