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giovedì 13 agosto 2015

I migranti nel mercato globale (2/2)



La decisione ,presa dai tanti Biram Sarry del mondo, di migrare,di lasciare i propri parenti e le proprie comunità, di affrontare viaggi molto pericolosi e di attraversare le frontiere internazionali,sia legalmente che illegalmente,è legata a motivi personali,formata da aspettative culturali e guidata dalle esigenze familiari,ma i calcoli personali non nascondono dal nulla.Spesso le decisioni dei migranti sono influenzate dalle politiche che nascono negli uffici delle varie multinazionali del mondo,nei palazzi governativi e di potere pubblico e nelle centrali finanziarie.
Il modo di pensare di queste potenti istituzioni è l'attuale incarnazione di Giano,il dio romano delle porte,dell'inizio e della fine.Nelle sculture,è raffigurato come un essere a due teste,o a due facce,girate in direzioni opposte.A volte tiene in mano un mazzo di chiavi.Allo stesso modo,i moderni governi stanno a bada delle loro porte,cercando di scoraggiare i migranti attraverso la polizia e i controlli alle frontiere;però le loro scelte politiche e finanziarie spesso sortiscono l'effetto opposto d'incentivare l'immigrazione.Lungo i confini del mondo sviluppato,da un lato mostrano un aspetto burbero,"all'insegna della legge e dell'ordine",mentre con l'occhio permissivo guardando dall'altra parte,agitando la carota,incoraggiando i migranti ad aggirare le sentinelle e a cercare nuove opportunità.
Questo contesto necessità della comprensione della migrazione globale dei lavoratori.In un mercato internazionale la mobilità degli esseri umani è una parte del sistema economico,importante quanto le aziende nomadi,che girano per il mondo alla ricerca di costi minori,di alleanze strategiche e di accordi commerciali,esportazioni e importazioni industrializzazione e scambi di valuta.In apparenza nessuno di questi fattori sembra avere molto a che fare con la migrazione,ma,guardando un po piu a fondo,diventa chiaro che queste scelte politiche,così varie,hanno una diretta relazione con gli spostamenti delle masse umane,anche se magari non volutamente.Ciò nonostante,le istituzioni e le nazioni,tanto quelle di arrivo tanto quelle di partenza,che affermano di essere forze passive rispetto alla migrazione globale,ne sono ,attraverso le loro azioni,inconsapevoli complici.

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