Anglotedesco

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domenica 16 agosto 2015

Le colpe del 68' (di Sergio Rizzo)



Il dubbio che tormenta è se la radice piu profonda del sistema dei privilegi a vita non vada ricercta dove nessuno penserebbe mai.Quelli che hanno fatto il Sessantotto oggi sono settantenni o giù di lì:la loro generazione voleva cambiare tutto e ha invece contribuito a costruire per sè una rete di protezione sociale senza uguali nella storia.La piu garantista e spendacciona d'Europa ,ma anche la piu iniqua per le generazioni successive e fra le diverse scale sociali.Conservazione pura.Un sistema che brucia per le sole pensioni il 16,6% del prodotto interno lordo:80 miliardi di euro l'anno in piu di quanto sborseremmo se la spesa pensionistica fosse allineata alla media europea ,e non prevede un'indennità di disoccupazione degna di questo nome.Nè una scuola efficiente.Nè un sistema di formazione professionale che funzioni,se non per i professionisti della formazione.Tutto ai padri, che una volta erano figli,e niente ai figli di quei padri, per ripetere uno slogan in voga alla fine degli anni novanta.Con il risultato che quando i vecchi si prendono tutto,ai giovani non resta niente.I padri devono mantenere i figli e i nonni padri,il ricambio si arresta,i giovani migliori scappano,la società avvizzisce e piano piano muore.
E l'Italia ,che a metà degli anni ottanta si vantava di aver sorpassato il Regno Unito nella classifica dei paesi piu ricchi del mondo, guadagnando la sesta piazza, è scivolata in settima,ottava,nona,decima...
Le regole pensionistiche piu folli e senza senso di tutto il continente sono state varate nel 1973:basta rammentare le baby pensioni.Di quanti avevano fatto il Sessantotto,tantissimi erano ancora ragazzi.Non ne avevano colpa,se non per aver dato fuoco alla miccia.
Ma dopo? Qualcuno ha alzato un dito contro le leggi che avevano consentito simili assurdità? E qualcuno ha fatto le barricate quando i privilegi della classe politica e della burocrazia pubblica si estendevano a macchia d'olio grazie a regolamenti allucinanti?Qualcuno ha forse impedito che a magistrati,come il leader dell'Italia dei Valori Antonio Di Pietro (un altro che aveva impugnato la bandiera del cambiamento),fosse consentito per una scempiaggine legislativa di andare in pensione nel 1995 a 45 anni? O che l'ex consorte del ragioniere dello stato Andrea Monorchio potesse incassare l'assegno previdenziale a 33 non ancora compiuti?
Qualcuno ha impedito che le spese della Camera,del Senato e del Quirinale andassero in orbita? Che le Regioni,nate nel 1970,diventassero piano piano voraci macchine divoratrici di risorse pubbliche? Che la pubblica amministrazione si trasformasse da erogatrice di servizi ai cittadini in erogatrice di stipendi,umiliando il merito? Che spuntassero di volta in volta benefit anacronistici come l'auto blu a vita per gli ex presidenti del Consiglio e della Corte costituzionale?
Che le cariche onorarie perpetuassero i privilegi degli incarichi istituzionali? Che mentre i diritti acquisiti dei comuni mortali venivano ritoccati e ritoccati di nuovo,con l'innalzamento continuo delle età pensionabili,i diritti acquisiti di altri mortali,solo piu speciali,si rivelassero intoccabili?
In compenso,sappiamo che alcuni di quelli che volevano cambiare tutto godono oggi degli stessi privilegi concessi dallo "stato borghese" ai loro nemici democristiani,socialisti,repubblicani,comunisti.Qualcuno con i finanziamenti pubblici in tasca e il doppio vitalizio accreditato in banca.Volevano cambiare tutto:non hanno cambiato nulla.A parte,in meglio,la loro esistenza.

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