Anglotedesco

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venerdì 25 settembre 2015

GIORGIO NAPOLITANO:"Dal Trattato di Lisbona sono scaturiti benefici straordinari"




Nel 1978 il parlamentare del Partito Comunista Italiano Giorgio Napolitano, non avrebbe detto nulla di tutto questo,anzi era contrario a questa Europa...


da LA LIBERTA' di Piacenza del 25 settembre 2015.Pezzi di intervento di Giorgio Napolitano al Festival del Diritto 2015 a Piacenza

"In definitiva da tempo l'Europa appare agli europei,e non solo ad essi,ripiegata su se stessa,dominata dalle sue dispute interne e dalle sue divisioni,segnata dalla difficoltà a decidere tempestivamente e con efficacia,a dare risposte soddisfacenti sul piano delle politiche di bilancio e delle politiche di crescita,a sciogliere i nodi del governo di se stessa.E dicendo Europa intendo ovviamente l'Unione,le sue istituzioni,i gruppi dirigenti dei suoi Stati membri,ma piu in generale l'Europa quale vive nell'immaginario collettivo.Sono ben evidenti e di facile denuncia i motivi della caduta dei consensi e delle speranze nei confronti dell'Europa,del diffondersi dell'Euro-scetticismo e di qualcosa di piu,di simile piuttosto alla rimozione e negazione di mezzo secolo di storia europea vissuta collettivamente,e insomma di drastico allontanamento del progetto dell'Unità europea".

"I fenomeni che hanno così duramente colpito le economie europee,le società europee,e possiamo anche dire le democrazie europee,sono stati innescati dalla bancarotta di Lehman Brothers nel settembre 2008 e dalle sue persuasive ricadute in termini di crisi finanziaria globale.La radice dell'ondata di recessione,disoccupazione,crescenti disuguaglianze che abbiamo conosciuto nel nostro Continente e da cui stentano a riprenderci,è stata individuata nel modello di "crescita senza risparmio" dell'economia statunitense,enel contestuale "fondamentalismo di mercato" o abdicazione della politica" ,secondo la definizione datate già nel 2009 da Tommaso Padoa Schioppa in un'analisi che resta a tutt'oggi ineguagliata per profondità.Quell'analisi sfociata nell'istanza di una "fondamentale correzione" e nella indicazione della "nuova traiettoria post-crisi" da imprimere all'economia globale.Attribuire dunque le regressioni economiche e le sofferenze sociali che abbiamo attraversato dei nostri paesi alle carenze,unilateralità o rigidità delle politiche anti-crisi adottate dopo il 2008 dalle istituzioni dell'Unione e dai governi nazionali dei suoi Stati membri,anzichè a una crisi globale originata ed esplosa fuori dall'Europa ha rappresentato,dal punto di vista europeo,una masochistica distorsione.L'Europa deve dunque sentire e affrontare come suo compito essenziale il contribuire alle affermazione di nuove visioni e nuove regole per un ordine finanziario e uno sviluppo economico effettivamente sostenibili su scala mondiale".

"Sono in questa fase messi a repentaglio altri capisaldi della novità storica rappresentata dall'integrazione europea:la libertà di circolazione delle persone all'interno dell'Unione,con cui le frontiere tra gli Stati hanno cessato di essere  barriere e il ruolo dei confini è stato drasticamente relativizzato.E' una libertà garantita dalla Convenzione di Schenghen,iscritta nella reazione di uno spazio di libertà,sicurezza e giustizia e sancita a Lisbona nel vigente Trattato dell'Unione.Ne sono scaturiti benefici straordinari per favorire coesione civile e interscambio tra i popoli e specialmente tra i giovani europei.
D'altronde già ben prima  della prova delle grandi migrazioni oggi in corso,i gravi fatti nuovi emersi sopratutto con l'offensiva terroristica islamista avevano ricutizzato quello che Vladimiro Zagrebelsky in un denso,equilibrato scritto di sintesi pubblicato mesi fa aveva definito "L'eterno dilemma fra libertà individuali e sicurezza di tutti."


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