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martedì 22 settembre 2015

IGNAZIO VISCO:"Serve una maggiore condivisione di sovranità e responsabilità"




Se a parlare di sovranità è Ignazio Visco, uno che cederà tutto e lo ha sempre dimostrato.

da IL CORRIERE DELLA SERA del 17 settembre 2015-Ignazio Visco risponde alle domande di Daniele Manca

"Stiamo vivendo un momento di cambiamento importante.Una fase per molti versi completamente diversa da quelle alle quali eravamo abituati. Tendenze strutturali,in primis la potente quanto rapida evoluzione tecnologica,si intrecciano con gli andamenti ciclici, la "Grande Recessione",seguiti alle recenti crisi, quella finanziaria globale iniziata nel 2007 negli Stati Uniti e quella dei debiti sovrani che ha colpito l'area euro del  2010.Tendenze profonde che probabilmente risalgono alla caduta del Muro di Berlino,con l'apertura al commercio e al momento dei capitali,che ha generato la globalizzazione e l'integrazione negli scambi internazionali prima di paesi coma la Cina ,l'India.E che oggi ci fanno guardare all'Africa il continente sul quale sono riposte le maggiori aspettative di sviluppo.Apertura che significa anche movimento di persone,come stanno vedendo drammaticamente in questi giorni.I cambiamenti sono così ampi che pensare di affrontarli con quella che Tommso Padoa-Schioppa chiamava "veduta corta" invece che con una visione di lungo periodo sarebbe un errore che impedirebbe di rispondere adeguatamente".

"Le risposte alla crisi finanziaria sono state decise,ad ampio stretto,sia in termini di nuove regole per la prevenzione della crisi sia di politiche economiche,inclusa quella monetaria.La crisi ha riacceso la sfiducia delle istituzioni finanziarie.Miti come il mercato che si autoregola o la necessità di avere un licht touch sulla regolamentazione finanziaria si sono sgregolati e istituzioni come le banche centrali si sono mostrate decisive per superare la crisi.Si è riproposto il dubbio di Amartya Sen:"Come è possibile che un'attività tanto utile quale la finanza sia stata giudicata così dubbia sul piano etico".Ma si tratta di regolarla meglio, di renderla chiaramente utile allo sviluppo economico e sociale,non di combatterla".

"La politica monetaria si è mossa con tempestività.Il Consiglio direttivo della Bce con una politica condivisa dai governatori delle banche centrali dei Paesi membri,cosa che si tende a dimenticare,ha reagito in maniera efficace con tutti gli strumenti a disposizione.Inoltre, sono stati compiuti progressi notevoli nella riforma della governance europea,creando meccanismi per la risoluzione della crisi sovrane e varando l'Unione Bancaria.Altri paesi seguiranno.Ma sul versante della convergenza verso l'Unione politica siamo ancora indietro.O perlomeno prevale una tendenza all'essere intergovernativi piu che federali".

"Nonostante una crisi che in Italia ha provocato  una perdita di Pil di quasi 10 punti percentuali non si sono viste crisi bancarie eclatanti.Vi sono certo difficoltà e in alcuni casi situazioni delicate,ma le condizioni di credito stanno gradualmente migliorando.In Italia,però, le imprese sono troppo dipendenti dal credito e stanno gradualmente migliorando.In Italia,però, le imprese sono troppo dipendenti dal credito bancario e hanno una scarsa patrimonializzazione avrebbero bisogno di piu capitali dal mercato ma anche dagli imprenditori.Va agevolato l'uso di mezzi propri,non il debito, e bisogna dire che le misure tributarie degli ultimi anni sono andate in questa direzione e vanno favoriti gli investimenti privati e pubblici".

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