Anglotedesco

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martedì 15 settembre 2015

JAMES GALBRAITH:" Serve un programma di investimenti pubblici"




L'Uscita dall'euro non porterebbe benefici a tutti.Per i ceti medio-bassi non cambierebbe nulla.altra investimenti pubblici? Sarebbe una cosa utile...ma in Italia sarebbero sprecati,come sempre.

da LA REPUBBLICA del 15 settembre 2015-James Galbraith risponde alle domande di Eugenio Occorsio

"Il Piano B per l'Europa esiste,e la nomina di Corbyn ne è un tassello,così come lo sono Syriza ,Podemos,i movimenti anti-establishment in Francia, Italia,Germania.Ma nessuno si deve allarmare:non è qualcosa di misterioso, carbonaro,rivoluzionario no, niente paura.E' semplicemente,pacificamente e serenamente,un concetto:che si può cambiare politica economica in Europa per rilanciare crescita,sviluppo,occupazione.E magari dare una spallata alla disuguaglianza"

"L'ossessione per il debito e la finanza pubblica,che ovviamente vanno tutelati ma non in questo modo maniacale,ha portato l'Europa a sprofondare nella recessione.Accordi suicidi come il Fiscal Compact:ma cosa c'è da guadagnarci? Ora dicono che c'è un po di ripresa,ma parlerei piuttosto di stagnazione all'Europa serve ben altro,serve un grande programma di investimenti pubblici che va intrapreso con la mente sgombra da questo pensiero del debito o del deficit.Ci saranno altri momenti per preoccuparsene.E' come l'emergenza migranti".

"Il cambiamento può essere ultrapreso dentro la cornice dell'euro,o fuori.In nessun caso va fatto un dramma.L'euro è un ciclo finanziario come gli altri.Nel xx secolo se ne sono susseguiti tanti, Bretton Woods è durato 25 anni, nessuno ha detto che l'euro deve durare millenni.Al contrario:bisogna guardare al futuro,che non può essere affrontato se non cambiano le regole che hanno portato,quelle si,a rimettere indietro la storia,cancellando crescita, prosperità ,gettando ombre oscure sul destino stesso dell'Europa.E poi accusano noi di velleitarismo,guardi, noi siamo la speranza,come Corbyn:anche lui è emerso dalle macerie di un Labour devastato dalla guerra in Iraq di Blair,dall'avallo alle privatizzazioni piu insensate come le ferrovie,dall'appoggio perfino in gran Bretagna al taglio selvaggio del welfare in nome dell'austerity"

"Ho solo aiutato Varoufakis,a cui mi legano stima e amicizia decennali,a predisporre le misure d'emergenza che sarebbero scattate se la spinta dei creditori,che non hanno mai fatto sconti a nessuno,avesse portato al collasso finale Atene.C'erano le procedure per continuare i pagamenti anche senza piu un euro dalla Bce, per evitare le chiusure delle banche,per tenere il paese a galla insomma.Il piano non è servito perchè alla fine Tsipras,che peraltro non l'aveva avallato ha accettato il commissariamento.Non ha neanche provato a far capire che il referendum non era stato pro o contro l'euro".

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