Anglotedesco

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giovedì 1 ottobre 2015

Il World Economic Forum boccia le politiche sociali italiane anti-crisi



Girerò questo link anche al presidente del Consiglio. In questi giorni si stanno sentendo delle assurdità, è come se una squadra di calcio avesse vinto la Champions League.Il World Economic Forum ,per chi sa di economia, è l'istituto piu credibile per dare giudizi sui paesi, è stato chiaro.Non c'è bisogno di aggiungere altro,leggete sotto molto attentamente.

da LA REPUBBLICA ECONOMIA E FINANZA del 28 settembre 2015

I numeri sono pesanti.Ma lo sono ancora di piu le parole con le quali il World Economic Forum boccia le politiche sociali italiane anti-crisi nel "The Inclusive Growth and Development Report 2015".
Il WEF ,lo stesso istituto che organizza annualmente gli incontri di Davos,ha impiegato due anni per analizzare l'impatto della crisi in 112 Paesi e valutare la qualità delle reazioni politiche su sette fronti:istruzione,occupazione e retribuzione,imprenditorialità,intermediazione finanziaria,corruzione,servizi e infrastrutture,fisco.Il voto massimo è sette, ma non è stato raggiunto da nessun Paese in nessuna macro-area.
Tranne la Grecia e la Slovacchia gli altri Paesi avanzati (Il Wef ne elenca trenta,una sorte di Serie A globale delle migliori politiche) fanno quasi sempre meglio del nostro.Se fosse stato un campionato di calcio,l'Italia difficilmente si sarebbe salvata dalla retrocessione".

"L'Italia si trova in una situazione preoccupante,si legge nella sintesi dedicata al nostro Paese dal rapporto del Wef,alla sua prima edizione,che scaturisce da diverse fonti dall'elevato livello di corruzione alla bassa qualità dell'etica in politica e negli affari,tra le peggiori di tutte le economie avanzate.La disoccupazione è alta e, oltretutto,accompagnata da un largo numero di lavoratori part time involontari e di persone alle prese con lavori informali e vulnerabili.La partecipazione delle donne alla forza lavoro è estremamente bassa e la differenza di genere nelle retribuzioni è tra le piu elevate.Nascono poche imprese in grado di creare occupazione anche perchè,a monte, c'è una penuria di finanziamenti.Il sistema di protezione sociale non è generoso nè efficiente".

Nel dettaglio ,l'Italia è 26esima nella classifica sull'istruzione con un punteggio di 4,94 contro il 5,76 della Svizzera,prima della classe.Peggio fanno Lussemburgo,Israele (penalizzata dalla situazione politica interna),Grecia e Slovacchia,ultima della classe con 4,3.Il dato  italiano, nella media per accesso alla scolarità,è trainato in basso dalla qualità del servizio.
In relazione all'occupazione l'Italia risulta 25esima con 4,38.All'apice della classifica si piazza la Norvegia (con 6) in fondo la Grecia (3,8) e prima,via via,Spagna,Usa,Slovacchia,Irlanda.
Addirittura 29esima ( e penultima) l'Italia è nella realizzazione di politiche per favorire l'uscita dalla povertà attraverso l'apertura sociale di piccole attività economiche o l'accesso alla proprietà immobiliare.In cima a questa graduatoria la Finlandia (con il voto di 5,78) in fondo la Grecia,con 3,47 è poco meglio l'Italia con 3,53.

Tra le sette macro-aree del rapporto l'unica maglia nera del nostro paese,in un panorama  comunque sconsolante,riguarda il credito.Merita 3,32 e finisce lontanissimo dal 5,39 della maglia rosa Canada,per rimanere nel gergo ciclistico.L'Italia si piazza nelle posizioni piu basse della classifica anche per la corruzione è 26esima con un voto di 3,8 appena sopra l'ultima della classe Repubblica Ceca (3,51),la Grecia,Israele e la Slovacchia.Al versante opposto spicca la correttezza del Giappone,che capeggia la graduatoria con il punteggio di 5,69.
Nei servizi di base (dalle infrastrutture materiali e immateriali alla sanità) il nostro paese riesce a sopravanzare soltanto Grecia e Slovacchia.Tanto per sintetizzare ,l'Italia "merita" un punteggio di 5,35 mentre il capo-classifica sta a 6,27.Il dato complessivo della macro-area,in verità,è fuorviante.Nei servizi sanitari,infatti, l'Italia non sta messa male e riceve 6.E' lo stato delle infrastrutture a tirarla giu.Il punteggio di 4,7 è il peggiore in assoluto tra i Paesi avanzati.Nella macro-area che include una serie di indicatori che misurano gli effetti della tassazione (in cui l'Irlanda primeggia con il voto 5,09) l'Italia è 25esima con il punteggio di 4.Partendo dalla coda ci si  imbatte in Slovacchia e Grecia prima di arrivare al nostro Paese.Spulciando tra gli indicatori che contribuiscono al risultato finale nella macro-area,viene fuori che l'Italia è 22esima per protezione sociale, 25esima per il cuneo fiscale,in percentuale del costo del lavoro totale, 29esima per efficacia della lotta alla povertà e, a sorpresa,settima per pressione fiscale sul Pil.


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