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giovedì 29 ottobre 2015

LUCREZIA REICHLIN:"Anni di iniezioni di liquidità ma il mondo non riparte"




Semplice signora Reichlin, le iniezioni di liquidità vengono date agli speculatori per speculare e non  all'economia reale.Comunque bisogna ammetterlo che la ripresa c'è, mi sono iscritto apposta ai siti delle offerte di lavoro e,sopratutto al Nord, stanno aprendo molti negozi con centinaia di posti di lavoro.Con  questa tecnologia non tornerei mai indietro a 30-40 anni fa.

da IL CORRIERE DELLA SERA del 26 ottobre 2015 

Nonostante anni di iniezioni di liquidità e di politiche monetarie aggressive il mondo stenta a ripartire.Le possibili cause sono ampiamente dibattute:demografia,ineguaglianza,incertezza,peso del debito ereditato dalla grande crisi ,ma la verità è che una ricetta per riportare le economie a crescere ai tassi del decennio prima della crisi non ce l'ha nessuno.In questo vuoto le banche centrali hanno acquistato un ruolo sempre piu importante e sono diventate veicoli essenziali nell'intermediazione finanziaria,grandi acquirenti di titoli di Stato e altri strumenti andando al di là del loro tradizionale ruolo di controllo del tasso di interesse a breve termine.E' molto probabile che questo non sia un fatto temporaneo.
Secondo,non si può capire l'azione delle grandi banche centrali senza osservare che le loro politiche monetarie sono intimamente connesse,.La volatilità che abbiamo visto sui mercati emergenti nei mesi scorsi è in parte dovuta alle aspettative di un rialzo dei tassi Usa che provocano la fuga dei capitali da quei Paesi.L'esitazione della Fed, d'altro canto,spinge la Bce a una politica piu espansiva per evitare che, come è successo nel passato, la percezione di una politica monetaria conservatrice nella zona euro eserciti una pressione al rialzo sul tasso di cambio.Nonostante la retorica che esclude le svalutazioni competitive,la discussione sui tassi di cambio è divenuta sempre piu esplicita  tra i banchieri centrali.Ed è ovvio che sia così,in un mondo con la circolazione libera di capitali e tassi di cambio flessibili nessuna banca centrale nazionale può agire in modo indipendente.Questo ormai è vero anche per grandi economie come Cina,Usa e area euro.
Terzo il caso della zona euro.Ha caratteristiche speciali.Se Draghi dovesse essere costretto a continuare acquisti massicci di titoli di Stato diventerebbe inevitabile cambiare le porzioni nazionali degli acquisti che ora dipendono dal Pil del Paese e non all'ammontare del debito pubblico.
Possiamo immaginare che in un eventuale  prolungamento nel tempo del Quantitative easing e aumento del volume degli acquisti,la Bce sarà costretta ad acquistare in percentuale maggiore i titoli di stato di quei Paesi dove il mercato del debito pubblico è piu grande,in particolare per l'Italia questo non sarebbe un problema se gli acquisti fossero temporanei ma,se come sembra dall'esperienza delle altre banche centrali,dal Qe si entra ma è poi è difficile uscirne una politica del genere sarebbe altamente divisa e questo finirebbe per ostacolarne la efficacia e la tempestività.Concludendo.E' giusto che la Bce si tenga pronta a ulteriori misure straordinarie.Questo è condizione necessaria a riportare l'inflazione al 2% ,cioè a rispettare il suo mandato.


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