Anglotedesco

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venerdì 23 ottobre 2015

Scuola italiana? Scarsa.I difetti visti dai manager...



E' tutta colpa della Merkel e dei profughi ,e magari di un complotto per far fuori l'Italia operato da persone dall'aldilà.
Un paese di menefreghisti, trogloditi che quando si devono innovare sono sempre l'ultima ruota del carro.Chi schifo!

da REPUBBLICA AFFARI E FINANZA del 19 ottobre 2015-Patrizia Capua

Molta teoria e poca pratica. Nozionismo in eccesso e scarsa capacità di analizzare,di dialogare,di lavorare in gruppo.E confrontarsi con il mondo delle aziende.La scuola italiana,almeno nella impostazione tradizionale,non insegna ai giovani.A mettere in atto le competenze acquisite in aula.Nell'indagine di Astra Ricerche per Manageritalia,effettuata a settembre 2015 su un campione di 1.200 dirigenti italiani del settore privati,i manager bocciano il sistema formativo italiano.Pensano,infatti, che la scuola attuale non sia meritocratica,non valorizzi e non metta in evidenza le qualità degli studenti migliori (68,3%).
Il 74,3% degli intervistati suggerisce ai giovani di cominciare a svolgere piccoli lavori durante la scuola superiore e all'università e,il 71,6%,di studiare all'estero con i progetti Erasmus.La metà del campione coinvolto (45,4%) invita gli studenti a non fermarsi alla laurea e di scegliere un mater/formazione post università.
L'81,7% dei manager respinge l'approccio dei giovani entrati in azienda negli ultimi anni, e di questi il 28,2% si dice molto deluso, giudicando inferiori alle attese sopratutto le soft Skills realizzative,ossia la capacità di comunicare,mettersi in relazione,dialogare sul piano imprenditoriale e manageriale,di organizzare e decidere.Inoltre il 75% giudica insufficienti le competenze linguistiche.

Scuola italiana bocciata,dunque?
Roberto Cocumazzo,partner di 4p Value,società di consulenza e formazione conferma:
"Disapprovo una certa distanza dai problemi,perchè i programmi scolastici mi sembrano un pò troppo concentrati sulle componenti teoriche e tecniche,vedo i ragazzi piuttosto disorientati dalle dinamiche lavorative e lontani da quello che serve a mettere in atto ciò che hanno imparato per lavorare.La scuola,prosegue il manager,fornisce sicuramente la capacità di approfondire e interpretare tematiche e materie,ma manca quel pezzettino in piu che serve a contenstualizzare e applicarle".
Non serve solo sapere,ma anche saper agire."Quando ho avuto a che fare con candidati per un primo impiego,prosegue Cocumazzo,ho verificato che chi aveva partecipato a programmi Erasmus,e aveva sviluppato parte dei suoi studi all'estero,aveva una marcia in piu,ed era piu bravo,forse per istinto di sopravvivenza,a confrontarsi con un ambiente diverso e a vedere le cose sotto un'altra luce".
Livio Marchiori è amministratore delegato di Nadella,industria di cuscinetti e rullini e meccanica  di precisione,casa madre italiana e filiali in Germania,Cina e Stati Uniti".Anche la nostra alleanza fa parte dekl progetto "Food4mind" per avviare dei percorsi formativi che sono l'occasione per conoscere nuovi talenti.Da tempo collaboriamo con il Politecnico di Milano e vari istituti tecnici.Abbiamo scelto di far crescere al nostro interno tecnici di progettazione e produzione.In Germania,dove abbiamo una presenza storica,utilizziamo strumenti piu strutturati,l'alternanza tra crediti di studio e periodi passati in azienda.In Italia questa potenzialità è sfruttata pochissimo.La riforma introdurrà strumenti e obblighi che saranno benvenuti perchè secondo noi ormai indispensabili".

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