Anglotedesco

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domenica 29 novembre 2015

AIDS,in 10 anni niente passi avanti.C'è da sorprendersi?




Ebbè c'è da sorprendersi? Nonostante ci siano i mezzi per sconfiggere l'Aids ,le percentuali sono quelle che trovate sotto nel bell'articolo scritto da Roberto Giovannini su la Stampa.Il motivo è semplice, comandano le multinazionali dei farmaci, piu malati di Aids ci sono,piu farmaci vengono acquistati.In Italia poi c'è l'estrema ignoranza, dagli un piatto di spaghetti agli italiani e non capiscono piu nulla. Ci sono anche gli interessi da parte delle comunità di recupero dei tossicodipendenti. Continuano a fare campagne a favore degli omosessuali però ricordare  i rischi mai... è da fascisti e da fastidio alle grandi multinazionali....

da LA STAMPA del 27 novembre 2015-articolo di Roberto Giovannini

Non ci sono molte altre spiegazioni:appena si è abbassato la guardia,appena dai social e dai mezzi d'informazione si è smesso di parlare di Aids e Hiv,appena è sembrato inutile preoccuparsi di contrarre il virus,la malattia è tornata a diffondersi.
Dal 2005 a oggi,segnalano l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e il Centro europa per il controllo delle malattie (Ecdc) ,il numero di nuove diagnosi in Europa è aumentato continuamente.
E ora ha toccato un livello mai visto neanche negli anni 80': il sistema di sorveglianza ha registrato per lo scorso anno 142.000 nuove infezioni nei 53 paesi della regione europea dell'OMS di cui circa 30.000 nella sola Unione Europea.

NUOVE DIAGNOSI

Si tratta della cifra di malati piu alta mai visto da quando è iniziato il conteggio.E a poco serve pensare che grazie ai sempre piu efficaci farmaci disponibili si po convivere con il virus.
"Dal 2005 le nuove diagnosi sono piu che raddoppiate in alcuni paesi Ue, e diminuite del 25% in altri, sottolinea Andrea Amon,direttore dell'Ecdc,ma complessivamente l'epidemia non vede grandi cambiamenti.
Questo testimonia che la risposta al virus non è stata efficace nell'ultimo decennio.Secondo  il rapporto sono in aumento le nuove infezioni legate a rapporti omosessuali non protetti: erano il 30% nel 2005 mentre ora sono il 42%.Quelle connesse a rapporti eterosessuali sono circa il 32%.Marginale invece l'apporto di nuove infezioni da parte di tossicodipendenti che usano droghe iniettabili,appena il 4,1%.L'11% delle infezioni avviene nella fascia tra i 15 e i 24 anni e il tasso tra gli uomini è 3,3 volte superiore a quello registrato tra le donne.
"LEuropa,afferma Ammon,deve aumentare gli sforzi per raggiungere il gruppo degli omosessuali,anche valutando le nuove forme di intervento come la profilassi per-esposizione".E' la "prep",ovvero l'assunzione di farmaci preventiva alla possibile infezione:una tecnica che ridurrebbe del 90% il rischio di contrarre l'Hiv tramite rapporti sessuali,e del 70% in chi si inietta droga,ricorda uno studio del Center for disease control (Cdc) di Atlanta ma che non è molto conosciuta neppure dai tanti medici statunitensi,tanto che oltre un terzo non ne ha mai sentito parlare.

LO SCENARIO

Purtroppo in questo scenario europeo allarmante l'Italia non fa eccezione,come segnalano sia i dati dell'Istituto Superiore di Sanità che quelli dell'Associazione dei microbiologi italiani (Amcci).Sono sopratutto i giovani tra i 25 e i 29 anni i bersagli preferiti dal virus dell'Hiv nel nostro Paese,afferma il Centro Operativo Aips dell'Iss.E incredibilmente,nonostante anni di campagne informative,nell84% dei casi il contagio avviene attraverso rapporti sessuali senza preservativo,che avvengono nel 40% dei casi.Casi tra omosessuali maschi.Il mancato calo delle nuove diagnosi,unito comunque alla bontà delle cure per chi scopre di avere un'infezione,fa sì che nel nostro paese ci siano 140.000 sieropositivi,il numero piu alto d'Europa.Secondo i dati dei microbiologi,addirittura un quarto delle persone infette in Italia non è consapevole di avere contratto l'infezione.


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