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mercoledì 18 novembre 2015

BENOIT COEURE':"Gli Stati devono ridurre il debito e non aumentare la spesa"




E' una cosa normale,nel mondo comandato dai mercati,poca spesa pubblica e debito tagliato colpendo i ceti piu deboli.


Da LA REPUBBLICA del 12 novembre 2015

"Nell'Eurozona la ripresa è avviata e in fase di accelerazione,ma rimane debole,e le aspettative di inflazione hanno cessato di aumentare,mentre l'inflazione di fondo è ferma.In dicembre saranno le proiezioni degli esperti dell'Eurosistema a informare la nostra decisione".

"Noi prendiamo le nostre decisioni in funzione dell'economia,non dei mercati finanziari.L'interrogativo che ci poniamo attualmente verte su alcuni fattori specifici come il calo dei prezzi delle materie prime:assistiamo ad andamenti transitori o destinati invece a impedire durevolmente il ritorno a un'inflazione attorno al 2% nella seconda ipotesi sarebbero da adottare ulteriori misure.Prenderemo una decisione in dicembre".

"Quali che siano le scelte della Fed, il nostro assetto di politica monetaria il tasso zero,la liquidità ,le indicazioni prospettiche (forward guidance) e l'acquisto di attività consente di mantenere i nostri tassi di interesse su livelli bassi, indipendentemente da quanto accade nel resto del mondo.La nostra politica protegge la curva dei tassi in euro dagli shock esterni.Siamo però interessati sopratutto a ciò che le scelte della Fed ci diranno sull'economia americana.Un innalzamento dei tassi segnalerebbe la solidità degli indicatori della crescita e dell'occupazione negli Usa,e fondamentalmente questa sarebbe una buona notizia per l'Europa".

"La politica monetaria sostiene il rilancio della domanda e ha rimosso un fondamentale ostacolo agli investmnti:il problema del finanziamento.Restano però gli ostacoli sul versante dell'offerta la debolezza degli investimenti,nonstante il basso costo del finanziamento,indica una mancanza di progetti di sufficienti redditività a lungo termine,a sua volta rivelatrice di carenze sul piano della produttività e dell'innovazione.In questo campo la Bce non può fare granchè.
A ciò si aggiungono i rischi esterni legati al rallentamento della crescita a livello mondiale in particolare dei grandi paesi emergenti".

"L'Europa ha bisogno altresì di una prospettiva chiara di rafforzamento del mercato unico, non ancora abbastanza integrato nel campo dei servizi.Occorre inoltre un'apertura dei mercati verso il resto del mondo:mi riferisco in particolare ai negoziati sul partenariato transatlantico.In questo modo si creeranno sbocchi per le nostre imprese.A mio parere,un altro elemento determinante è la stabilità fiscale per le imprese".

"A volte sentiamo dire che la politica monetaria della Bce dovrebbe essere meno accomodante,perchè quella attuale avrebbe l'effetto di trasmettere cattivi incentivi ai governi.Ma questo ragionamento non è conforme nè allo spirito nè alla lettera dei Trattati europei.La Bce non è ne deve essere uno strumento di ausilio alla politica di bilancio.Comunque noi raccomandiamo agli Stati interessati di approfittare della situazione attuale,dei risparmi ottenuti grazie all'abbassamento dei tassi,per ridurre il loro indebitamento piuttosto che aumentare la spesa".

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