Anglotedesco

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domenica 1 novembre 2015

MARIO DRAGHI:"Il rischio di frammentazione dell'eurozona è quasi sparito"



L'intervista era lunghissima e io ho cercato di pubblicare le cose piu importanti.Quello che si rifiuta di spiegare Mario Draghi è l'aumento delle disuguaglianze tra ceto medio-alto e medio-basso e come risolvere il problema.C'è il segno + sulla crescita ma c'è anche il segno + sull'aumento delle disuguaglianze.Questo è il modello neoliberista.

da IL SOLE 24 ORE del 31 ottobre 2015-Pezzo di intervista che Mario Draghi ha rilasciato a Roberto Napoletano e Alessandro Merli

"Le condizioni delle economie nel resto del mondo si sono rivelate piu deboli rispetto a pochi mesi fa,in particolare ai mercati emergenti,con l'eccezione dell'India.Le previsioni di crescita mondiale sono state riviste al ribasso.
Probabilmente il rallentamento non è transitorio,per dare un'idea di quanto sono importanti questi mercati, ricordo che essi valgono il 60% del prodotto mondiale e che dal 2000 3/4 della crescita mondiale sono dovuti a loro.La metà delle esportazioni dell'area euro va a questi mercati.Sicuramente vi sono dunque rischi al ribasso, sia per la crescita sia per l'inflazione,anche per il possibile rallentamento degli Usa,di cui bisogna capir bene le cause.La crisi ha causato un forte ribasso del reddito.Rialzarlo dipende da noi.Ciò richiede che si realizzino le riforme strutturali necessarie per aumentare la partecipazione della forza lavoro e la produttività.Nell'area dell'euro ci sono ancora almeno 20 milioni di disoccupati,molti di loro giovani,che occorre riportare nel mercato del lavoro.E' un potenziale enorme".

" A partire da metà del prossimo anno fino a tutto il 2017,grazie anche all'effetto ritardato del deprezzamento del cambio, prevedano che l'inflazione aumenti gradualmente.Ma ciò che è importante osservare oggi è che già con le previsioni di settembre abbiamo ribassato le nostre aspettative di inflazione per il 2017 rispetto a quanto ci attendavamo a marzo quando abbiamo iniziato gli acquisti di 60 miliardi di euro di titoli pubblici ogni mese.Ci vorrà quindi piu tempo di quanto previsto a marzo per tornare alla stabilità dei prezzi.Una buona notizia ci viene dalle aspettative di inflazione di medio termine che,dopo essere sceso a settembre,sono oggi tornate a un livello superiore all'1,7%,non lontano dal nostro obiettivo di inflazione.Queste cifre vanno comunque prese con cautela perchè queste aspettative hanno sempre mostrato una certa volatilità".

"L'impatto della politica monetaria della Bce è chiaramente visibile nel costo dei prestiti bancari alle imprese alle famiglie.Dall'annuncio delle misure di espansione creditizia del giugno 2014,in base ad un indice composto di misura il costo dei prestiti,questo è diminuito di 120 punti per le imprese e di 80 punti base per le famiglie.Il tasso d'interesse sui titoli a 2 anni italiani è vicino allo zero,era superiore al 5%"

"Queste scelte politiche,che vanno lasciate completamente nella mani dei governi.Il menu delle riforme strutturali è ben noto.Ne ho parlato in molti discorsi in passato.Le scelte poi nella mani dell'autorità politica eletta dai cittadini".




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