Anglotedesco

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giovedì 5 novembre 2015

ROBERT D.KAPLAN:"L'Europa si è ridotta a un regime regolamentare"



C'è poco da commentare, in questo libro di Federico Rampini c'è solo da imparare.

da L'Età del Caos-Federico Rampini (Mondadori)

Una visione spietata la offre l'analista politico americano Robert D.Kaplan.Piu di vent'anni fa ,nel lontano 1994,Kaplan in un saggio intitolato L'ANARCHIA PROSSIMA VENTURA mise a fuoco alcuni fattori chiave che avrebbero determinato l'instabilità dei paesi emergenti: dall'urbanizzazione al saccheggio di risorse naturali.Oggi,ecco quel che pensa di noi Kaplan:"L'Europa si è ridotta a un regime regolamentare.Ma un ordine basato sulle regole,per quanto protegga i diritti individuali,non piò sostituire le convinzioni,il senso di uno scopo nazionale.Per la mancanza di questo scopo,le elitè europee sono poststoriche.Vivere dentro la storia significa prendere atto che il mondo è una minaccia permannte,che non c'è un superpoliziotto in grado di imporre la pace alle nazioni,e quindi sono le nazioni stesse a doversi costruire la pace attraverso un equilibrio tra potenze.Per settant'anni anni l'Europa ha affidato questo compito agli Stati Uniti:la garanzia della propria sicurezza:in modo da spendere poco per armarsi,e spendere di piu per assicurarsi un buon tenore di vita.Settant'anni sono piu della distanza che separò le guerre napoleoniche dalla guerra franco-prussiana e la prima guerra mondiale.Ma ormai la pattuglia dei reduci americani della seconda guerra mondiale si assottiglia sempre piu.Le tradizionali èlite Usa che guardavano all'Europa ,e che a lungo influenzarono la politica estera e di difesa a Washington,vengono gradualmente sostituite da giovani leader,molti dei quali discendono da immigrati asiatici o latinoamericani,e portano con sè altre storie familiari,altre priorità emotive.Nessun presidente americano sarà impegnato nella difesa dell'Europa quanto lo furono i suoi predecessori della guerra fredda".
A qualcuno piace questa prospettiva di allontanamento dagli Stati Uniti.Di certo fa il gioco del Fronte nazionale,della Lega ,di tutti i "putiniani" che siedono all'Europarlamento.Altri,invece, hanno curiose forme di nostalgia.Colpisce ,per esempio,il notevole successo di American Sniper in Europa.Sia il film sia il libro hanno attirato un pubblico di massa.Sembra quasi di leggervi una subconscia nostalgia per il superpoliziotto americano,lo sceriffo di una volta.Anche se,in verità,la versione cinematografica di quella storia vera contine un messaggio desolante.E' stato definito dai piu lucidi critici americani come un film che trasmette allo spettatore una vuota immensità,il senso di una lunga guerra che non ha concluso nulla.Sulla "New York Review of Books£ si legge:"Il film rende chiare tre cose:l'Iraq è devastato dalla guerra; il principale risultato ottenuto dall'America è la carneficina tra sunniti e sciiti;e la stategia Usa consiste nell'uccidere tutti quelli che cercano di uccidere i nostri.Un caos".


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