Anglotedesco

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lunedì 16 novembre 2015

VLADIMIRO GIACCHE':"Merkel ostaggio di banche e industrie"



Tutto giusto quello che ha scritto Giacchè,stesse cose lette nel libro di Gunter Wallraff.Però c'è da dire che è cosi dappertutto e poi come mai fino al 2008 queste cose non si sentivano mai?

da LIBERO del 13 novembre 2015-Vladimiro Giacchè risponde alle domande di Martino Cervo

"I maggiori partiti politici tedeschi sono uniti nel ritenere un'assoluta priorità la difesa della grande industria e della finanza".

"L'unione monetaria (precedette quella politica) e la gestione delle privatizzazioni delle imprese dell'Est furono gestite in modo funzionale agli interessi di grandi imprese e banche dell'Ovest.Col cambio fissato a 1:1 (e i rapporti commerciali tra le due Germanie regolati a 1:4,44) i prezzi dei prodotti dell'Est conobbero una rivalutazione del 350%:fu il colpo di grazia dell'intero sistema industriale tedesco-orientale.I pezzi migliori furono venduti in saldo alla treuhandastalt alle imprese dell'Ovest,il resto fu liquidato.Le banche furono privatizzate per 824 milioni di marchi pur avendo in portafoglio crediti per 44,5 miliardi.Fu il piu imponente aiuto di Stato prima del 2008/2009.L'apparato industriale dell'Est fu distrutto facendo esplodere disoccupazione ed emigrazione,e aumentando le spese per sussidiare i consumi di un territorio non piu autosufficiente.Non sempre gli interessi delle grandi imprese e quelli della collettività coincidono".

"La Germania in questi anni ha praticato una politica di forte contenimento dei salari.La combinazione del vincolo della moneta unica con questa politica della prima manifattura  europea ha prodotto gli effetti che abbiamo visto nei paesi "periferici".La situazione è ulteriormente peggiorata quando in questi paesi,dopo lo scoppio della crisi,l'imposizione di politiche di austerity ha colpito i bilanci delle famiglie distruggendo la domanda interna".

"Schauble è intervenuto e le regole sono state fatte in modo da tener fuori dalla vigilanza BCE praticamente tutte le casse di risparmio tedesche.Questa "rete" altera la concorrenza e rende alla lunga le loro imprese piu propense a comportamenti poco ortodossi".

"Si tratta di un sistema apparentemente molto compatto,ma che aumenta a disuguaglianza.In Germania negli ultimi anni è aumentato il numero dei lavoratori che vivono al di sotto della soglia di povertà.La stessa politica di accoglienza dei rifugiati rifletta questa contraddizione:grandi imprese e stampa sono favorevoli,ma a condizione di poter derogare dal salario minimo.Questa nuova manodopera premerà sui lavoratori tedeschi, spingendo al ribasso i salari.Anche questo alimenta in una parte notevole della popolazione il rifiuto di accogliere i rifugiati.Quella di una Germania  maestra di virtù è una favoletta.Alla Merkel anche gli avversari riconoscono una grande capacità tattica,ma sempre all'interno della "linea rossa" rappresentata dagliinteressi dei grandi potentati economici".

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