Anglotedesco

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mercoledì 2 dicembre 2015

EURO.Differenza Finlandia-Svezia



Parlando in generale si,ma i posti di lavori persi per colpa della tecnologia che li ha spazzati via, c'è in qualsiasi paese del mondo,anche in Svezia o in Paesi dove non c'è l'euro.

da IL FATTO QUOTIDIANO del 2 dicembre 2015-pezzo di articolo di Marco Palombi

Piu  che con Spagna e Irlanda,in realtà,sarebbe preferibile comparare la Finlandia con un Paese simile,la Svezia:fino al 2008 le economie delle due nazioni crescono piu o meno in modo simile,poi crollano dopo la crisi finanziaria negli Usa e da li si salutano.
Oggi a Stoccolma il Pil è dell'8% superiore a quello del 2008;fa una differenza di 20 punti percentuali coi cugini.La Svezia,però, non ha l'euro:tra il 2008 e il 2009 ha lasciato svalutare la corona di circa il 20% restaurando per questa via la sua competitività.
Se serve  l'auctoritas Usa per dirlo:"ci sono due modi per farlo,ha scritto il New York Times.O si svaluta la moneta in modo che i salari valgano meno o si tagliano proprio i salari".Ma mica è colpa dell'euro se la Nokia,se la carta,se la Russia...Diciamo di no, eppure la stessa storia finlandese dice che il Paese ebbe la capacità di reagire in modo relativamente rapido a una crisi ancora piu grande,quella di inizio anni 90' seguita al crollo dell'Urss:come ha documentato sul suo blog nel 2014 l'economista Alberto Bagnai,all'epoca Helsinki si sganciò dallo Sme, svalutò di oltre il 25% e fece una politica fiscale aggressiva (da un surplus del 5% a un deficit del 6%) che oggi è negata dal patto di stabilità Ue.La competitività fu ristabilita e il Pil crebbe a un ritmo del 4,5% l'anno fino al 2000.Nella migliore delle ipotesi,insomma, l'euro impedisce agli Stati che lo adottano di riprendersi da uno choc esterno,nella peggiore li inguaia distruggendo i conti con l'estero (il debito privato in Finlandia ha sfondato il 200% del Pil)".

Nel 2016 il Parlamento finlandese comincerà un pubblico dibattito sul ruolo dell'euro nella recessione,ma nel frattempo il governo, nonostante il consiglio contrario del FMI,si prepara a tagli di spesa e interventi sui contratti di lavoro.La cosa curiosa è che assai difficilmente si può dire che la Finlandia non ha fatto le riforme: " Ambrose Evans-Pritchard ha fatto notare sul Telegraph che la Finlandia è la prima dell'Ue nell'indice di competitività globale del World Economic Forum.E' la prima in tutto il mondo per le scuole primarie,l'istruzione superiore e a formazione,l'innovazione,i diritti di proprietà,la tutela della proprietà intellettuale,il quadro normativo e l'affidabilità legale,le politiche anti-monopolio,i collegamenti delle università in ricerca e sviluppo,la disponibilità di tecnologie...".
Niente corruzione,niente mafia, i piu alti investimenti in ricerca e allora? Allora,dice il ministro delle Finanze Stubb,il problema sono i salari cresciuti troppo rispetto a quelli del "nemico" esportatore tedesco (in realtà,come fa notare Krugman,il problema semmai è il Clup,il costo, per unità di prodotto,esploso "grazie al collasso del manifatturiero" e non ai ricchi stipendi.E qui c'è il paradosso della sinistra;come può accettare un sistema in cui l'unica politica concessa ai governi è la svalutazione del lavoro?

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